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ALPI CARNICHE - ALPI GIULIE

Il grande alpinismo sui monti d'Italia

Emiliano Zorzi, Saverio D'Eredità, Carlo Piovan, ed. CAI - Alpinestudio, giugno 2016.

VIDEO DI PRESENTAZIONE

Presentazione
di Umberto Martini (Presidente del Club Alpino Italiano)

Aderendo al modello enciclopedico di divulgazione del ’900, di cui nella cultura generale furono tipici esempi la Treccani, i Manuali Hoepli o le Guide Rosse, la storica Collana della Guida dei Monti d’Italia del CAI.TCI costituì per oltre un secolo il riferimento culturale nella descrizione alpinistica delle montagne italiane.
Ma proprio perché fenomeno legato a un modo di comunicazione storicamente fortemente connotato, non poteva che essere un’esperienza destinata ad esaurirsi con l’avvento di internet che è venuto sostituendo l’informazione enciclopedica con quella globale. Se a ciò si aggiunge verso la fine del secolo scorso l’evoluzione dell’alpinismo che ha portato a ipotizzare da taluni la sua morte, non restava che individuare un nuovo modello di informazione nel settore delle guide alpinistiche che si proponesse come alternativa all’informazione globale ma non garantita nella sua veridicità del web, e nel contempo riaffermasse la vitalità dell’alpinismo nella sua concezione tradizionale.
È proprio dalla collaborazione editoriale del Club Alpino Italiano con Alpine Studio che nasce la nuova Collana “Il grande alpinismo sui monti d’Italia”, nella quale si fonde l’autorevolezza del CAI basata sulla sua esperienza storica a garanzia della serietà delle fonti, con la conoscenza sia della montagna che delle tecniche di comunicazione editoriale più aggiornate di Alpine Studio.
Il passaggio dalla descrizione sistematica a una scelta di itinerari che rispondesse alla domanda di informazione di una fascia di praticanti dell’alpinismo “medio” nella forma più tradizionale, rappresentata da un buon numero di adepti sia all’interno che al di fuori del Sodalizio, anche non italiani, corrisponde puntualmente alla filosofia dell’”aurea mediocritas” del CAI, che proprio in quanto aurea presuppone l’eccellenza nella visione di un alpinismo che si antepone alle tendenze tecniciste che più spinte della scalata sia su roccia che su ghiaccio.
È una concezione che pur muovendo dall’indispensabile preparazione tecnica unita all’esperienza maturata sul terreno tende a valorizzare gli aspetti ambientali, storici ed emozionali del frequentare la montagna. Di qui la scelta di itinerari che pur comprendendo anche vie con difficoltà dal I al VI della scala di Welzembach, poi UIAA, si presentano, salvo per gli ancoraggi delle soste, nelle condizioni di attrezzatura più prossime a quelli in cui le lasciarono i primi salitori, nel rispetto sia della prospettiva storica che dell’ambiente in cui vennero aperte. Itinerari che quindi consentono agli attuali ripetitori di trovare, indipendentemente dalla difficoltà, lo stesso spazio di avventura e le stesse emozioni che diversamente sono ricostruibili solo attraverso le pagine nella letteratura dei predecessori.
È una Collana quindi che si pone in controtendenza, lontana dagli eccessi delle vie “exploit”, in una certa misura anche provocatoria nei confronti della frammentazione in iperspecializzazioni dell’alpinismo che, a modo di vedere del CAI e di Alpine Studio, dovrebbe invece ricondurre l’uomo all’interezza e alla completezza dell’esperienza fisica, mentale e spirituale nella pratica dell’alpinismo.
È proprio su tale presupposto che confido nella migliore accoglienza della Collana da parte degli appassionati di montagna tale da assicurare la diffusione e sostenere la persistenza per l’intera durata del piano editoriale che ne estende i contenuti per tutto l’arco alpino, appenninico e insulare.

Prefazione
di Mauro Florit (CAAI Orientale)

Solo la passione, quella vera, quel fuoco che brucia dentro, è in grado di motivare l'esistenza di un uomo. Gli uomini che hanno questo fuoco sono fortunati, mai avranno bisogno di un passatempo in una vita così breve. Se la passione è volta alla natura, alla montagna, all'alpinismo, essa può dare degli splendidi frutti. Questa guida è uno di questi. Un frutto che va assaporato con curiosità per queste montagne solo geograficamente ai margini del mondo alpinistico italiano.
La passione degli autori vi traspare in ogni pagina, è la corda che collega queste pagine di carta alle pareti di roccia.
Buone arrampicate a tutti e non perdete il tempo.

Introduzione
di Emiliano Zorzi

Essere gli apripista per una nuova importante collana, che a differenza dalle precedenti gloriose monografie della Monti d'Italia è una selezione di vie, comporta l'onere della scelta e una grande responsabilità per noi autori. L'aiuto decisivo ci è stato dato dalle montagne di questo estremo angolo di NordEst. Pareti rocciose escluse dai circuiti più famosi, dove le parole coda o affollamento non trovano posto, dove i frequentatori, a torto, sono quasi esclusivamente locali. L'aiuto è arrivato dalla loro grande e affascinante diversità, dove convivono gli ambienti bucolici e solari delle Carniche con le più severe e verticali pareti delle Giulie, le brevi scalate su splendido calcare a rigole e le lunghe ascensioni di mille metri rivolte a nord. Vie spesso misconosciute che hanno rappresentato delle vere e proprie pietre miliari dell'alpinismo e belle classiche di media difficoltà, altrettanto poco note, convivono nella stessa regione. Luoghi dove niente è omologato o dove non si è imposta un'unica e uniformata maniera di vivere l'alpinismo, dove coesistono impegnative vie moderne attrezzate a fix, dove prediligere il gesto sportivo dell'arrampicata e grandi ascensioni squisitamente alpinisitche, spesso caratterizzate da una rigorosa etica di apertura, che impone un livello elevato; a questo si aggiungono percorsi rilassanti e piacevoli, grandiose vie d'ambiente, itinerari dimenticati ed altri di assoluto impegno dove preparazione e determinazione sono indispensabili.
A chi si accosta le prime volte a questo mondo provenendo da ambienti diversi come le classiche dolomitiche o dalla sola scalata in falesia, la conoscenza giulio-carnica è un percorso che va intrapreso passo a passo. Se ci si cimenta al di fuori delle poche vie più note ed attrezzate, anche sulle basse difficoltà, la cima non è mai scontata: il fiuto nella ricerca del percorso, l'ormai dimenticata manualità nel proteggersi con i chiodi in acciaio dolce, il diverso tipo di roccia e di conseguenza di stile di scalata, vanno appresi ed assaporati con calma, fino al raggiungimento della vetta mettendosi sempre in gioco lunghezza dopo lunghezza, piuttosto che in coda dietro altre cordate per giungere a un "successo" preconfezionato.
Pur essendo coscienti che inevitabilmente il "non inserito in guida" possa sembrare, ed in parte non può non esserlo, dettato da personale arbitrarietà e che magari vie scartate possano essere più belle, per quanto soggettivo sia questo concetto ne sottende sempre una logica. Abbiamo deciso di mantenere un'unitarietà da vari punti di vista: geografico, storico, delle difficoltà, della tipologia di vie. Dentro le dimensioni date dalla pubblicazione si è cercato di ottenere un equilibrio adatto a tutti gli appassionati, più o meno dotati e più o meno interessati ad una piuttosto che ad un'altra concezione di scalata. Una coperta che ci è sembrata costantemente un po' corta ma che ha cercato di non lasciare al freddo nessuno.
Al termine delle fatiche, per noi autori il piacere più grande è stato quello della costante ri-scoperta di questi luoghi che, immeritatamente e specialmente dai non autoctoni, sono ingiustamente associati a roccia di scarsa qualità, montagne dal difficile approccio, gradazioni strette o che richiedono particolare attitudine all'arrampicata poco protetta. Qui, come in qualsiasi ben più celebrato settore dell'arco alpino, accanto alla splendida scalata convive quella meno meritevole o quella sconsigliabile. La differenza è che, spesso, le splendide scalate presenti su queste montagne, per la loro posizione marginale o la scarsa conoscenza della loro bellezza, quasi mai sono diventate delle "classiche" che hanno superato i confini di queste valli.
Un volume che vuole essere un invito alla scoperta di questi luoghi, dove ognuno, leggendo (pratica ormai in disuso!) fra le righe della guida e le pieghe della montagna, possa trovare il terreno più adatto e non un semplice passare distratto fra una via e l'altra.

Ringraziamenti
Naturalmente un'opera di questo tipo, non sarebbe stata possibile senza i preziosissimi aiuti e collaborazioni che ci sono stati gentilmente dati. Nella doverosa lista dei ringraziamenti volutamente non abbiamo seguito nessun ordine di nessun tipo alfabetico, quantitativo o di importanza. Il lettore sfogliando la guida potrà avere coscienza della provenienza dei materiali forniti da ogni singolo collaboratore, essendo questo sempre segnalato a margine delle relazioni o delle foto. Per tutti, dai grandi nomi dell'alpinismo regionale che con cordialità e precisione ci hanno aiutato, specialmente per le scalate di altissimo livello, agli amici e compagni di cordata, un doveroso e sentito grazie per la passione e disponibilità dimostrate:
Federico Conta, Mario Di Gallo (g.a), Enrico Mosetti (asp. g.a), Marco Milanese (asp. g.a), Raffaello Patat, Daniele Moroldo, Fabrizio Della Rossa (asp. g.a), Dejan Koren, Roberto Geromet, Mauro Florit (CAAI), Massimo Laurencig (g.a.), Roberto Simonetti (CAAI), Andrea Fusari (asp. g.a.), Riccardo Del Fabbro (g.a.), Erik Vuanello, Nicola Narduzzi, Roberto Mazzilis (CAAI), Josef Franz, Marco Kulot (asp. g.a.), Simone Molinaro, Ennio Rizzotti (g.a.), Luca Brigo, Solero Rossi, Patrick Tomasin, Corrado Pipolo, Daniele Pozzati, Massimo Esposito, Toni Caretta, Alessandro Zardo, Attilio De Rovere (g.a.), Adriano Campardo, Cristian Mauro, Francesco Madama, Paolo Pezzolato, Eros Pellegrina, Diego Totis, Edoardo Giglio, Riccardo Facchin, Daniele Pesamosca, Leonardo Comelli (asp. g.a.), Sergio Valle, Emilio Edel (Scuola di Alpinismo CAI di Tolmezzo), Mauro Colle Fontana (asp. g.a.), Alex Corrò (asp. g.a.), Gino De Zolt, Claudio Mitri, Gianni Dorigo (g.a.), Daniele De Candido, Marco Sterni, Massimo Sacchi, Andrea Polo, Daniele Picilli, Gianni Cattaino.

Articolo sul blog Rampegoni.wordpress

ANTEPRIME ED ESEMPI
Cliccando sulle icone qui sotto sono disponibili le anteprime della copertina della guida, delle foto, degli schizzi e dei testi presenti sulla guida.

 

 

 

 

 

 

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