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CIMA CADIN DI RINBIANCO
Via Mazzorana-Longo (Parete Est)

relazione: Emiliano Zorzi, salita del 2 giugno 2012

Primi salitori: P. Mazzorana e G. Longo, 8 agosto 1944
Sviluppo: 320 m
Difficoltà complessiva: D
Difficoltà massima: 4°, p. 4°+, p. 5°/A0
Tempo previsto: 3 - 4 ore
Roccia: discreta, alcuni tratti friabili
Materiale: dadi, friend, cordini, 6 - 7 chiodi (soste disattrezzate o da integrare)

 

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CIMA CADIN DI RINBIANCO, m 2402
Via Mazzorana-Longo
Parete Est

Scalata per gli amanti degli ambienti poco frequentati, nonostante si svolga immediatamente sopra il Sentiero Bonacossa. La scalata segue un sistema di fessure e camini che lungo la parete est conduce direttamente all'arrotondata cima. L'arrampicata alterna tratti interessanti su roccia buona ad altri in canali-camini con detriti ed alcuni brevi passi impegnativi su roccia in parte friabile che richiedono attenzione e decisione nonostante la via nel complesso si svolga su difficoltà contenute.

Accesso:
Dal casello del pedaggio della Strada delle Tre Cime (parcheggio, q. 1851), si segue il comodo sentiero 119 (tabelle) verso la Forcella Rinbianco che si raggiunge in un'ora.
Qui si incrocia il Sentiero Bonacossa (segn. 117, provenendo per questo dal Rifugio Fonda Savio si giunge qui in 15 min.) che va seguito verso sx. Dopo una ripida discesa il sentiero passa in quota su delle terrazze nel versante est della Cima Rinbianco. Dopo una prima terrazza con mughi aggira uno sperone di roccia giallastra arrivando ad un'altra terrazza. In fondo a questa si passa alla base di un sistema di un camino-canale che segna la direttiva della salita. Sulla sx dello stesso belle placche grigie. Attacco; ore 1,15 dalla strada; 30 min. dal Rifugio Fonda Savio.

Salita:
1)
Si inizia a scalare il canale-camino profondamente inciso, superando alcuni sassi incastrati. Si passa sotto ad un masso più grande poco oltre il quale conviene passare sulla placca a sx del camino (3°+) per evitare un tratto più stretto e friabile. Sopra questo si rientra verso dx nel camino raggiungendo uno slargo in fondo allo stesso dove si attrezza una sosta (utili i chiodi). 55 m; 2°, 3°, pp. 3°+.
2)
Si prosegue con scalata divertente sulle paretine a sx del camino raggiungendo un'ampia terrazza (a sx mugo) dove ci si attrezza una sosta. 15 m; 3°.
3)
Qualche metro a sx del fondo del camino (percorribile ma spesso umido e levigato) una fessura-diedro di roccia non molto sana permette di superare una piccola fascia strapiombante (p. 4°+), sopra la quale il terreno migliora. Arrampicando su roccia sana ci si riporta un po' a dx nei pressi del camino-diedro e quindi per belle fessure superficiali (1C) fin sotto il grosso masso che occlude il camino. Lo si può superare direttamente sulla sx per una breve paretina quasi strapiombante (p. 5°, 1C dopo l'uscita) o, più facilmente, traversando alcuni metri a sx e scalando poi un divertente muretto di ottima roccia (4°) ritornando poi a dx nel fondo del camino, sostando 4-5 m sopra il masso. 50 m; 4°, pp. 4°+ e 5° (evitabile); 1C, 1CF.
4)
Si prosegue lungo la divertente placca grigia che è la faccia sx del camino-diedro, fino ad uno slargo con ghiaia (a sx mugo), sostando sul limite dx dello stesso sotto un piccolo pilastrino giallo. In alto si vede la caratteristica lama staccata che bisognerà raggiungere. 30 m; 3°; 1CF.
5)
A sx della sosta si supera un primo passo un po' ostico per la roccia poco salda, oltre il quale si sale per uno stretto camino-canale. Ad una strozzatura conviene passare sulla bella placca grigia a dx dello stesso, rientrandovi poi in alto, sotto delle brevi fessure un po' strapiombanti che ne difendono l'uscita. Sosta sotto le stesse all'interno del camino-canale. 25 m; 4°; 1CF.
6)
Si scala con breve ma difficile passo, reso delicato dalla qualità della roccia, la fessura sopra la sosta (5° o A0 delicato su 1D). Si continua lungo il susseguente canale invaso dai detriti fino quasi al forcellino dietro alla caratteristica lama staccata dalla parete. Sosta su grosso masso incastrato con cordone. 15 m; 5°/A0 poi 3°; 1D, 1CLF.
7)
Si sale per il breve canalino terroso alla selletta, scendendo oltre per un altro breve canalino fino al fondo di un canale più ampio. Lo si risale per alcuni metri su detriti sostando sotto una netta fessura-camino sulla faccia sx del canale (utili i chiodi). 25 m; 1°.
8)
Si deve superare la fessura dall'attacco strapiombante (breve p. 5°-) la cui uscita è resa oltremodo delicata dai detriti e dalla roccia friabile. Conviene perciò portarsi qualche metro a dx e scalare la placca grigia (4°+) a fianco della fessura, rientrando dopo pochi metri sopra l'attacco strapiombante della stessa. Si prosegue lungo il susseguente canale-camino, non difficile e con solo brevi passi più impegnativi (pp. 4°) ma su roccia che richiede attenzione, fino ad un grosso sasso in cima allo stesso, sopra il quale si sosta. 50 m; 3°, 4°, pp. 4°+ o 5°; 1CF.
9) Si continua lungo un ripido canalino, prima su roccia con detriti e poi su ripida erba (pericoloso se bagnato), che deposita sulla spianata erbosa della cima. Conviene attrezzare una sosta sulle ultime rocce affioranti. 55 m; 1°, 2°.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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