MONTE CAVALLO DI PONTEBBA – PILASTRO DI BABELE

m 2150 ca.

Versante Sud – compendio generale delle vie

relazioni di Emiliano Zorzi, Carlo Piovan, Daniele Moroldo, Mario Di Gallo e Siro Cannarella – salite dell’estate 2011

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: logo quartogrado copiaIl pilastro in questione è una bella struttura a forma di piramide arrotondata che si innalza in ambiente isolato ed aperto sul versante meridionale del Monte Cavallo di Pontebba, del quale è praticamente uno dei pilastri che ne sostiene a sud la placida ed ampia gobba sommitale. La sua sagoma di sigaro arrotondato chiude ad est l’ampia conca detritica compresa fra la Creta di Pricotic ed il Cavallo stesso.

Sul pilastro, “scoperto” alpinisticamente da Mario Di Gallo e Daniele Moroldo, negli ultimi anni e soprattutto nell’estate 2011, per una serie quasi fortuita di coincidenze e di passa-parola con errori, sono stati saliti vari itinerari dalle difficoltà abbordabili che in alcuni casi si intrecciano fra loro, anche perché alcuni di questi non sono nati intenzionalmente bensì come “tentativi” di ripetizione della prima via esistente (Giradini di Semiramide) o non conoscendo l’esistenza degli altri percorsi.

Ad ogni modo sono tutti belle proposte per chi ama l’arrampicata su placca dalle difficoltà moderate ed in solitudine. Data la brevità delle vie e la lunghezza dell’avvicinamento è consigliabile combinarne due o tre nella stessa giornata anche tenendo conto della vicinanza dei bellissimi itinerari della Creta di Pricotic (vedi).

 

Accesso:

Il punto d’accesso principale è il Bivacco Lomasti, accessibile in 2 ore da Passo Cason di Lanza o, molto più rapidamente, dalla Rudnig Alm (versante austriaco, raggiungibile in macchina – vedi sotto) in 45 min.

Comodo anche l’accesso da Passo Pramollo, usufruendo degli impianti di risalita (seggiovia) fino al Tressdorferhöhe, m 1869, da dove si raggiunge il bivacco in 45 min. (2 ore se si sale a piedi da Passo Pramollo).

 

NB: per raggiungere la Malga Rudnig dall’Italia, dal Passo Pramollo si scende, giungendo al primo paese austriaco (Tropolach). Al secondo incrocio segnalato (distributore di benzina sulla dx) svoltare a sx. Percorsi 200 m si seguono le indicazioni per Schlanitzen. La strada per alcuni km è asfaltata e, superato il paese, diviene poi bianca ma molto ben percorribile. Fra i vari incroci seguire sempre la strada verso la Rudnig Alm. Totale del percorso 13 km ca.

 

Dal bivacco ci sono due accessi per giungere alla base del pilastro:

 

a)    per la Forcje dai Claps

Comodo se si vuole intraprendere prima una via sulla Creta di Pricotic.

Dal bivacco si prosegue verso S, salendo alla vicina Forcje dai Claps (segn. 432). Una volta raggiunto l’altipiano carsico sotto la forcella, fare attenzione a non salire per il sentiero segnato verso dx alle Crete di Rio Secco.

Dalla forcella si scende per sentiero nel sottostante Vallone di Pricotic, fino ad giungere sulle ghiaie sotto la bella parete del Pricotic, dove si svolgono le Vie Lomasti-Mazzilis (vedi volume Friuli Orientale, Itin. 006 e 007) e Arabesque. Lasciare il sentiero CAI che continua verso valle e salire in prossimità di una cengia erbosa che taglia orizzontalmente sotto le rocce della parete, toccando gli attacchi di dette vie. Si continua costeggiando le rocce in discesa, fino ad aggirare la bella pala rocciosa entrando in vista dell’ampio vallone retrostante. Solo ora appare il Pilastro di Babele. Si risale su terreno libero (erba e detriti) fino sotto le placconate. L’attacco si trova nel punto più basso delle rocce, sotto la verticale della vetta del pilastro.

Ore 1 dal Bivacco Lomasti.

b)    per la Via Normale al Cavallo di Pontebba

Accesso leggermente più rapido, non passa alla base della Creta di Pricotic.

Dal bivacco si risale alla vicina Sella d’Aip sulla cresta di confine da dove (tabelle) si segue a dx il sentiero (segn. 414) della Via Normale al Monte Cavallo di Pontebba.

Raggiunta l’ampia insellatura fra le grandi gobbe sommitali del Cavallo (ad E) e del Pricotic (ad O), si abbandona il sentiero per scendere liberamente in versante S nell’ampia conca detritica portandosi alla base dell’arrotondato pilastro che la delimita a sx.

50 min. dal bivacco.

 

Cartina di riferimento: Tabacco foglio 018, scala 1:25.000

 

Via Giardini di Semiramide

Foto: tracciato rosso

È la prima via nata sulla parete, scoperta da Mario Di Gallo e Daniele Moroldo. In un certo senso è anche la “madre” degli altri percorsi. Sale più o meno verticalmente al centro del pilastro lungo magnifiche placche lavorate dall’acqua fin i panciuti strapiombetti che difendono la sommità del pilastro, che vengono evitati lasciandoli sulla dx.

Il percorso tutt’altro che obbligato, specialmente nella prima parte. Zigzagando lungo i tratti più facili della parete le difficoltà si mantengono sotto il 4°. Salendo più direttamente si può affrontare qualche passo leggermente più difficile.

 

Primi salitori:                  Mario Di Gallo, Daniele Moroldo e A. Franco, 15 giugno 2003

Sviluppo:                         250 m

Difficoltà max:                3°, pp. 4°

Tempo previsto:            2 ore

Roccia:                            ottima

Materiale:                         cordini, dadi, friend piccoli e medi, alcuni chiodi (via disattrezzata)

 

L’attacco si trova una trentina di metri a sx del punto più basso delle rocce, sotto belle placche appoggiate e lavorate.

 

Salita:

1)            Si sale direttamente lungo una placca lavorata a rigole fino a una comoda cengia con erba dove si sosta liberamente (punto che coincide con la sosta 2 della Via Giardini di Pascolo). 70 m; 3°, p. 3°+.

2)            Su direttamente per una compatta placca e dopo una zona fessurata sostare alla base di una placca solcata da due fessure, poco sotto la fascia verticale-strapiombante sommitale. 50 m; 4°, poi 3°.

3)            Salire direttamente raggiungendo la fessura di sx (p. 4°) e seguirla fin sotto la fascia strapiombante. Traversare a sx e superare un diedrino fessurato sotto lo strapiombo (p. 5°-, evitabile stando solo qualche metro a sx) fino a giungere a rocce più facili dove si attrezza una sosta. 60 m; 4°, p. 5°- (evitabile).

4)            Lungo la facile dorsale, sempre più coricata, si giunge alla sommità del pilastro. 70 m; 2°.

 

Via Lavaroni-Piovan

Foto: tracciato blu

Anche questa via, come la seguente, è frutto di una bislacca ripetizione di Giardini di Semiramide. Il passa-parola poi fatto dalla cordata Lavaroni-Piovan ha poi innescato il proliferare involontario delle altre vie. Percorso facile e divertente che si svolge sul limite sx della parete. Date le basse difficoltà e la possibilità di salire ovunque non si riporta una relazione dettagliata. Nella parte alta la via confluisce in Giardini di Semiramide.

 

Primi salitori:                  Marco Lavaroni e Carlo Piovan, 11 maggio 2011

Sviluppo:                         245 m

Difficoltà max:                3°, 4°+

Tempo previsto:            2 ore

Roccia:                            ottima

Materiale:                         cordini, dadi, friend piccoli e medi, alcuni chiodi (via disattrezzata)

 

L’attacco si trova sul margine sx della parete, prima che le belle placche si rompano in terreno a gradoni e con erba.

 

Salita:

Riferirsi alla foto.

 

Via Giardini di Pascolo

Foto: tracciato fucsia

Bella arrampicata su terreno facile e solido, su cui ci si può sbizzarrire nel seguire il percorso più congeniale, in quanto la parete è salibile in più punti e comunque la via è totalmente disattrezzata. È nata casualmente come tentativo di ripetizione di Giardini di Semiramide, discostandosene nel percorso ma non nella sostanza: stessa tipologia e stesse difficoltà. Da ciò il leggero cambio di nome dato al percorso, effettuato “pascolando” a caso lungo la parete.

Gli spit presenti sul primo tiro (in comune per i questo e per i due itinerari seguenti) sono stati infissi successivamente, all’apertura della Via 30 anno dopo.

 

Primi salitori:                  Emiliano Zorzi e Michele Dri, 25 giugno 2011

Sviluppo:                         245 m

Difficoltà max:                3°, 3°+ p. 5°

Tempo previsto:            2 ore

Roccia:                            ottima; un po’ delicata solo sul breve tratto chiave

Materiale:                         cordini, dadi, friend piccoli e medi, alcuni chiodi (via disattrezzata, tranne il primo tiro)

 

L’attacco si trova nel punto più basso delle rocce, sotto la verticale della vetta del pilastro, all’inizio di un marcato sistema di fessure-diedri un po’ obliquo a sx (ometto e cordino alla base; visibili i primi spit).

 

Salita:

1)            Si scala il sistema di fessure e diedri obliquo a sx (2 spit e 2 clessidre) o liberamente le belle placche inclinate alla sua sx (più facile, max. 3°+), superando infine uno strapiombetto e raggiungendo una comoda cengia dove si sosta su due clessidre con cordini presenti. 60 m; 4°, p. 4°+.

2)            Per facili roccette ci si porta su una larga terrazza erbosa ascendete verso sx (1 clessidra, da qui proseguono direttamente le due vie successive). La si asseconda lungamente fino all’arrotondato profilo sx del pilastro. Sosta libera. 50 m; 1°, 2°.

Qui ci si può raccordare al percorso originale di Giardini di Semiramide nei pressi della prima sosta.

3)            Per le placche fessurate poco a sx del profilo o per una fessura irregolare poco più a dx, ci si innalza verso il bordo sx della fascia verticale/strapiombante che difende la sommità (1CL). Assecondare verso dx una rampa/diedro che muore sotto gli strapiombetti posti nella parte sx della fascia, sostando su piccola clessidra. 45 m; 3°, 4°.

4)            Affrontare una breve fessura-diedro verticale poco a dx della fascia di strapiombetti e a sx della più ampia fascia strapiombante centrale (p. 5°), continuando per il seguente diedro con blocchi instabili inclinato a dx. Dopo poco, l’arrampicata ridiviene più sciolta continuando più direttamente per la seguente fessura/diedro di roccia salda (poco a dx eventualmente su terreno più facile), sostando dove si appoggia. 30 m; 4°, p. 5°.

5)            Obliquando a dx per diedrini e fessure si guadagna la cresta e poi la sommità del pilastro. 60 m; 3°, 2°.

 

Via Huwawa

Foto: tracciato giallo

Questa nuova via, curiosamente aperta il giorno seguente alla precedente, percorre la parte dx del Pilastro, puntando al margine dx della fascia strapiombante situata sul terzo superiore della parete.

 

Primi salitori:                  Mario e Massimo Di Gallo, Josef Franz, 26 giugno 2011

Sviluppo:                         260 m

Difficoltà max:                5°, 5°+, p. 6°-

Tempo previsto:            2 ore

Roccia:                            ottima

Materiale:                         cordini, dadi, friend piccoli e medi, alcuni chiodi (via solo parzialmente attrezzata)

 

L’attacco e il primo tiro coincide con quello di Giardini di Pascolo.

 

Salita:

1)            Come per la via precedente. 60 m; 4°, p. 4°+.

2)            Si continua per facili gradoni fino alla cengia più alta (1 clessidra, qui prosegue a sx la Giardini di Pascolo), superando la compatta placca soprastante (5°, p. 6°-, utile un friend n° 3 – su questa placca, poco a sx, sono stati infissi 3 spit durante l’apertura di 30 anni dopo) ed il successivo diedro fin sotto uno strapiombo. 50 m; 5°, p. 6°-.

3)            Si scala lungo una rigola di erosione portandosi sotto la fascia strapiombante a due terzi della parete, sostando su clessidra. 50 m; 5°, poi 3°+.

4)            Aggirare lo strapiombo verso dx per un tetto (p. 5°+, 1 ch.) e la successiva fessura sinuosa di 15 m (5°) per portarsi sui gradoni sopra gli strapiombi. 50 m; 5°, p. 5°+.

5)            Senza via obbligata si rimontano i gradoni raggiungendo la cima del pilastro. 50 m; 3°, 2°.

 

Via 30 anni dopo

Foto: tracciato verde

A differenza delle preesistenti vie, questo itinerario, aperto recentissimamente dai membri del GARS Siro Cannarella e Marco Indrigo, si snoda prevalentemente in placca aperta. Il percorso si rivela divertente; lungo i tiri è presente qualche spit, alcuni chiodi e cordoni, usati durante l’apertura. La roccia è molto bella tranne sul breve tratto verticale/strapiombante che difende l’arrotondata cuspide del pilastro. Nella parte bassa si svolge in coincidenza della Via Huwawa, della quale i due apritori, che avevano visionato il terreno durante una ripetizione di Gardini di Semiramide, non erano a conoscenza.

 

Primi salitori:                  Siro Cannarella e Marco Indrigo, 25 settembre 2011

Sviluppo:                         235 m

Difficoltà max:                5°+, pp. 6°-

Tempo previsto:            2 – 3 ore

Roccia:                            da buona a ottima; un solo tratto un po’ delicato sullo strapiombo

Materiale:                         cordini, dadi, friend piccoli e medi, alcuni chiodi per evenienze particolari (via attrezzata alle soste e sui passaggi)

 

Attacco e primo tiro in comune con i due itinerari precedenti; gli ancoraggi (spit) sono stati infissi durante l’apertura di questa via.

 

Salita:

1)            Come per la Via Giardini di Pascolo. 60 m; 4°, p. 4°+.

2)            Dalla cengia si sale per terreno quasi elementare raggiungendo una seconda cengia alla base della bella placca a rigole, dove si sosta su clessidra. 10 m; 1°.

3)            Si scala la bellissima placca a rigole soprastante (5°, p. 6°-, 3 spit), fino ad una rampa-diedro che sale da sx. Sosta su 2 clessidre. 40 m; 5°, pp. 6°.

4)            Si prosegue in placca, sempre molto bella, con andamento verso sx (3 spit) terminando questa lunghezza per una fessura che conduce sotto la zona verticale/strapiombante in centro alla parete. Sosta su 2 spit. 25 m; 5°.

5)            Si inizia a superare lo strapiombo sulla fessura di dx, di roccia non molto stabile (poco a sx c’è il diedrino di Giardini di Pascolo). I primi 2 spit sono spostati sulla sx, in quanto in apertura si intendeva superare lo strapiombo direttamente, ma a causa di appigli non stabili gli apritori hanno deciso di seguire la fessura e proseguire verso dx. 40 m; 5°, pp. 5°+; 2S, 1C, 2CL; 1CF+1SF.

6)            Si sale sulla placca (1 spit non fissato bene) e si prosegue (1 ch.) raggiungendo una bella piazzola con grossi massi, sostando su uno di questi non distante dalla cresta finale. 40 m; 4°, pp. 4°+; 1S, 1C.

7)            Si sale a piacimento per le facili rocce coricate nei pressi della cresta, raggiungendo il punto più alto del Pilastro di Babele. 50 m; 1°, 2°.

 

Discesa dal Pilastro di Babele:

Dalla cima del pilastro, percorrendo la sua piatta crestina verso N per alcune decine di metri si raggiunge una selletta.

Da questa si può proseguire per lo spigoletto successivo (p. 2°) e poi per roccette con erba fino alla cima del Monte Cavallo di Pontebba (20 min., 1°), da cui ridiscendere al Bivacco Lomasti lungo la Via Normale sul versante NE (30 min. dalla cima).

Altra possibilità è, dalla cima del pilastro, scendere un breve canalino sulla sx (NE) fino al sottostante ampio vallone che si segue in discesa facilmente fino all’attacco (20 min.).