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GRANDE NABOIS, m 2313
Via Sabrina (Spigolo Nord)

relazione: Emiliano Zorzi, salita del 18/6/2013

Primi salitori: D. Picilli e M. Callegarin, 21 agosto 2001
Sviluppo: 380 m
Difficoltà complessiva: D-
Difficoltà massima: 4°+
Tempo previsto: 4 ore
Roccia: discreta; molti tratti delicati con detriti ed erba
Materiale: dadi, friends, 4-5 chiodi (via disattrezzata)

 

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GRANDE NABOIS, m 2313

Via Sabrina (Spigolo Nord)

Si tratta di un lunghissimo giro, che, prima dell'inizio dell'arrampicata vera e propria, si svolge per sentieri selvaggi e facili e belle rocce. Consiste nella combinazione della vecchia e facile Via Bolaffio alla parete nord e della "nuova" Via Sabrina lungo lo spigolo nord del monte, che inizia dalla Cengia dei Camosci (vedi Friuli Orientale , Itin. 038), che può anche costituire un accesso alternativo.
Riferendoci alla via vera e propria bisogna dire che si tratta di un percorso discontinuo che, tranne i primi metri più impegnativi, si svolge si ripide rocce, spesso poco salde, coperte d'erba e detriti che richiedono costantemente attenzione e prudenza, nonostante i primi salitori avessero definito la roccia "ottima" quando non "splendida".
Una via da percorrere solo se si vuole conoscere luoghi fuori dal giro e per gli amanti dell'esplorazione.


Accesso:
Lasciata l'auto in Val Saisera, al parcheggio per il Rifugio Pellarini (q. 897), si attraversa il torrente sul nuovo ponte e si segue la stradina forestale per il rifugio. Dopo meno di mezz'ora di cammino, sulla dx, si trova l'evidente tabella in legno che segna l'inizio del sentiero dedicato a Marco Martinolli ed anche una tabellina che indica la Via Bolaffio alla Parete Nord.
Si imbocca detto sentiero, segnalato CAI ed anche con vecchi bolli gialli e giallo-neri. Si tratta di un vecchio percorso di guerra che sale ripidamente ma abbastanza comodamente il vallone boscoso fra il Grande ed il Piccolo Nabois, raggiungendo la sella fra quest'ultimo ed alcuni grandi torrioni staccati del Grande Nabois (m 1590, ore 1,45). Si continua oltre risalendo e contornando la testata di un vallone che sale dalla Saisera, fino ad una bella spalla panoramica ed erbosa, con vecchie opere di guerra, dove termina il sentiero segnalato (m 1790, ore 2,30).
Via Bolaffio-Oitzinger
Costituisce parte integrante dell'avvicinamento e può essere percorsa slegati, date le bassissime difficoltà. La roccia è sempre buona e rassicurante, nonostante la presenza di detriti in qualche tratto. La via è stata aperta il 2 settembre 1905.
Dalla spalla si scende nell'opposto versante per una traccia di sentiero, raggiungendo, dopo ca. 30 m di dislivello, il fondo dell'ampio canalone O del Grande Nabois.
Si sale a sx per ripida erba, inizialmente stando sotto la parete che delimita il vallone a sx, per poi portarsi, dopo ca. 50 m, nel centro del vallone. Si continua l'ascesa per divertenti roccette e canalini di roccia molto sana, portandosi gradualmente sulla massa del Grande Nabois continuando in direzione NE, raggiungendo una spalla-sella dalla quale ci si affaccia sulla grande e regolare parete N della montagna (q. 1950 ca.). Sopra di noi la lunga cresta dello Spigolo N, il cui primo tratto sotto la Cengia dei Camosci, viene evitato.
Si supera ancora un tratto di placche appoggiate con tendenza in diagonale a sx, scegliendo il percorso più opportuno fino a raggiungere, una cinquantina di metri ad E dello spigolo, la Cengia dei Camosci con la sua labile traccia (q. 2000, ore 1 dalla fine del sentiero segnato).
Qui si abbandona la Via Bolaffio, che prosegue verso la vetta del Grande Nabois, per le coricate placche della parete N.
Si segue verso dx (O) la Cengia dei Camosci ( Friuli Orientale , Itin. 038) per qualche decina di metri fino dove, poco prima dello Spigolo N, si restringe molto e si fa esposta. Qui conviene legarsi in cordata (1CF sulla sx).
Si supera il tratto stretto ed esposto, insidioso per la roccia scadente (20 m, 2°, p. 3°, 3C), oltre il quale la cengia ritorna comoda sotto l'appicco dello Spigolo N.
Si continua ancora qualche metro e, dove la cengia gira decisamente per entrare nel successivo vallone, si attacca (1C vecchio e ometto) in corrispondenza di una marcata fessura sul lato O dello Spigolo N. In totale ore 3,30 - 4 da Val Saisera.
NB: si può raggiungere l'attacco della Via Sabrina anche dal Rifugio Pellarini percorrendo la Cengia dei Camosci (vedi Itin. 038).

Salita:
NB: i tiri di corda sono puramente indicativi essendo la via completamente disattrezzata (a parte 1CL con cordone lasciato da noi al primo tiro) e non obbligata.
1)  Si scala la profonda fessura verticale, di solida roccia, raggiungendo alla fine della stessa dei piccoli rigonfiamenti giallastri. Li si superano sulla sx (1CL alla fine), continuando oltre per terreno più facile ed appoggiato e per un successivo canale sporco di detriti. Alla fine si sale sulla dx dello stesso per una paretina lavorata fin dove il terreno si abbatte, sostando su spuntone. 50 m; 4°+, poi 3°; 1CL.
2)
•  Si prosegue senza via obbligata per ripida erba con detriti e roccette affioranti poco solide fino ad attrezzarsi una sosta su spuntoni poco sotto un pulpito-torrione che si rivelerà staccato dal corpo dello spigolo. 55 m; 2°, pp. 3°.
3)
Si scende sulla sx per una decina di metri di ripide roccette ed erba, finché è possibile entrate nel canale che divide il primo torrione dallo spigolo. Si risale qualche metro verso dx il canale fino a dei sassi incastrati dove conviene sostare per evitare attriti. 10 m; 2°.
4)
Si sale la successiva ripida paretina di roccia abbastanza buona. In alto il terreno si inclina un po' ma diviene sporco d'erba. Si giunge così alla base del successivo salto ripido dello spigolo. Si traversa alcuni metri a sx raggiungendo una comoda cengia erbosa dove si attrezza la solita sosta su spuntoni. 40 m; 3°.
5)
Si scala una specie di diedro poco a sx del filo dello spigolo, che alterna tratti di buona roccia con altri insidiosi di erba ripidissima. Sopra il diedro si continua per ripide roccette intervallate da verdi, fino a riportarsi verso dx sul dorso pianeggiante dello spigolo, poco lontani da un mugo. 40-50 m; 4°, 3°.
6)
Si asseconda la dorsale e con piccola spaccata si passa al tratto successivo, sbarrato da una bassa paretina verticale. La si supera sul lato sx grazie ad una breve fessura (p. 4°, roccia buona; non conviene andare più a sx su terreno più facile ma insidioso). Si continua sopra più facilmente per erba e roccette fin sotto l'ultimo tratto ripido della cresta. 50 m; 4°, 3°.
7)
Poco a sx si salgono delle fessure irregolari di roccia di qualità disuguale. Si prosegue più facilmente per il solito terreno fin dove appare non lontana la croce di vetta ed il terreno si abbatte definitivamente (sosta su mugo). 45 m; 3°+, 2°.
8)
Si prosegue liberamente per la facile cresta e, con un ultimo canalino, si giunge sull'ampia cima con croce. 80 m; 1°, 2°.

Discesa:
Si segue l'evidente sentiero (all'inizio cavo di ferro) che scende tutta la ripida dorsale erbosa NE del monte fino a raggiungere il Sentiero Chersi poco sotto la Sella Nabois (30 min. dalla cima).
Si scende quindi verso sx al Rifugio Pellarini (ore 1,15 dalla cima) e da questo alla Val Saisera. Ore 2,30 dalla cima.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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