La
parete a forma di pala che la grande gobba di erba e roccette della Creta di Pricotic protende verso S, dominando l’alto e solitario
vallone omonimo, offre all’arrampicatore delle vie che per la qualità della
roccia sono fra le più splendide arrampicate delle Carniche.
La
lunghezza dell’avvicinamento tiene lontana la folla da questo piccolo gioiello,
la cui scoperta si deve a due grandi nomi dell’alpinismo friulano, Lomasti e Mazzilis, che qui
tracciarono due impegnativi e bellissimi percorsi nello stesso giorno del 1978.
In effetti, data la brevità delle vie, è consigliabile combinarne almeno un
paio, anche tenendo conto della vicinanza del Pilastro di Babele, dove si
svolgono altre belle vie dalle difficoltà più bonarie (vedi nel sito).
Una
decina di anni fa le vie Lomasti-Mazzilis, con una
decisione discutibile, sono state spittate a distanza
da falesia per “valorizzarle”. Questa azione ha portato a polemiche e
discussioni a non finire, ormai trite e ritrite, e a reazioni come sulla vicina
Torre Winkel, dalla quale sono stati rimossi gli spit
sull’altro capolavoro di Lomasti. Sta di fatto che le
vie del Pricotic si sono trasformate da impegnative e
splendide classiche in comunque bellissime vie sportive alla portata di molti.
In
anni più recenti si sono aggiunti altri itinerari: la Via delle Placche
Centrali, nata come via sportiva, e la bella creazione di Mario Di Gallo e
Daniele Moroldo, Arabesque, che parzialmente ha poi
seguito la sorte delle due Lomasti-Mazzilis.
Accesso:
Il punto d’accesso principale è il Bivacco Lomasti, accessibile in 2 ore da Passo Cason
di Lanza o, molto più rapidamente, dalla Rudnig Alm (versante austriaco, raggiungibile in macchina – vedi
sotto) in 45 min.
Comodo anche l’accesso da Passo Pramollo, usufruendo
degli impianti di risalita (seggiovia) fino al Tressdorferhöhe,
m 1869, da dove si raggiunge il bivacco in 45 min. (2 ore se si sale a piedi da
Passo Pramollo).
NB: per raggiungere la Malga Rudnig dall’Italia, dal Passo Pramollo si scende, giungendo
al primo paese austriaco (Tropolach). Al secondo
incrocio segnalato (distributore di benzina sulla dx) svoltare a sx. Percorsi 200
m si seguono le indicazioni per Schlanitzen. La
strada per alcuni km è asfaltata e, superato il paese, diviene poi bianca ma
molto ben percorribile. Fra i vari incroci seguire sempre la strada verso la Rudnig Alm. Totale del percorso
13 km ca.
Dal bivacco
si prosegue verso S, salendo alla vicina Forcje dai Claps (segn. 432; raggiunto
l’altipiano carsico sotto la forcella, fare attenzione a non salire per il
sentiero segnato verso dx alle Crete di Rio Secco). Dalla forcella si scende
per sentiero nel sottostante Vallone di Pricotic,
fino ad giungere sulle ghiaie sotto
Al
margine sx della cengia sotto l’evidentissima e profonda fessura attacca l’omonima
via Lomasti-Mazzilis (Friuli Orientale, Itin. 007) alla cui dx c’è la fila di spit della
Via Centrale (diff. 6b+).
A sx
invece, oltre lo spigoletto che delimita
Via
Arabesque
Foto, riferimento “a”
A
sx della Via della Fessura di Lomasti-Mazzilis
(volume Friuli
Orientale, Itin. 007) c’è un’altra
evidente fessura arcuata, percorsa nel 2003 dalla cordata Di Gallo-Moroldo. La sua salita regala una arrampicata a dir poco
entusiasmante. La roccia finemente cesellata, solidissima e ben proteggibile,
nonché le difficoltà contenute sono la caratteristica di questa via. Unico neo
la brevità (tre lunghezze), motivo per cui la via si presta a combinazioni e
concatenamenti con le altre vie della zona, sia sulla Creta di Pricotic (vedi volume Friuli Orientale, Itin. 006 e 007), sia sul vicino Pilastro
di Babele (vedi nel sito).
Ultimamente
è stata chiodata una via a spit che in parte dovrebbe coincidere con
l’itinerario di Arabesque.
Primi salitori: Mario Di Gallo, Alex Franco e Daniele Moroldo, 15 giugno 2003
Sviluppo:
Difficoltà max: 5°,
p. 5°+
Tempo previsto: 2 ore
Roccia: ottima
Materiale: Dadi
e friend (medi), cordini. Eventualmente qualche chiodo per evitare sorprese
(presenza di spit di un’altra via in parte coincidente con Arabesque)
Salita:
Lo stato
degli ancoraggi e delle sicurezze è antecedente alla parziale attrezzatura a
spit del percorso che ne ha snaturato le caratteristiche.
L’attacco è
posto prima dell’inizio della cengia che porta all’attacco delle altre vie
della parete, a sx di uno strapiombo scuro, a metà distanza fra l’inizio del
sistema di fessure che sul limite sx della parete descrive un arco (questo
sistema di fessure lo si raggiungerà a metà altezza) e la netta fessura Lomasti-Mazzilis.
1)
Si
attacca salendo una magnifica placca molto lavorata (3°+) che porta alla base
della fessura. Si sosta su 1CF alla base della fenditura, alcuni metri sulla
dx.
2)
Superando
un ostico strapiombetto (p. 5°+,
3)
Si
lascia ora la fenditura che piega decisamente a dx e si sale direttamente su
placca stupendamente lavorata e con clessidre per assicurazione, più
impegnativa all’inizio, fino al termine delle difficoltà. 50-
Fessura Lomasti-Mazzilis
Foto, riferimento “b”
È la sorella della Via delle Placche,
aperta dalla stessa celebre cordata, lo stesso giorno, sulla stessa parete.
Oggi, a seguito della spittatura, risulta essere un percorso di buona difficoltà
tecnica, mentre la componente psicologica è stata completamente annullata,
sempre che non vengano rimossi gli spit come successo sulla Torre Winkel. La roccia solida e molto lavorata permette comunque,
all’occorrenza, di integrare facilmente le già ottime protezioni esistenti.
Dirittura della via inconfondibile.
Primi salitori: Ernesto Lomasti, Roberto
Mazzilis, 7 ottobre 1978
Sviluppo:
Difficoltà max: 5c
Tempo previsto: 2 – 3 ore
Roccia: molto
buona
Materiale: 12
rinvii e cordini; eventualmente un paio di friend medi (soste a
spit con cordone di acciaio; buona spittatura di
passaggio)
Salita:
Per il
punto d’attacco vedi descrizione dell’accesso.
La relazione dettagliata della salita si trova sul volume Friuli Orientale, Itin. 007, della collana Roccia d’Autore (ed. Idea Montagna, 2011).
Placche Centrali
Foto, riferimento “c”
Si tratta di una via sportiva aperta
autonomamente a spit e supera con bellissima arrampicata tecnica la parete di
placche verticali poco a dx della Fessura Lomasti-Mazzilis.
La spittatura è ottima e permette di concentrarsi
unicamente sull’arrampicata stile falesia. Il primo tiro è il più impegnativo,
poi la difficoltà della scalata decresce man mano, confluendo sulla Via delle
Placche Mazzilis-Lomasti poco sotto la cima.
La via, data la sua dirittura, è
spesso usata come via di discesa a doppie dalla parete.
Primi salitori: ----
Sviluppo: 110
m
Difficoltà max: 6c
Tempo previsto: 2 – 3 ore
Roccia: ottima
Materiale: 14
rinvii e qualche cordino (soste
a spit; spittatura ottima)
Salita:
L’attacco
è solo pochi metri a dx della netta Fessura Lomasti-Mazzilis.
Non si
segnalano, evidentemente, il numero di spit per tiro.
1) Tiro chiave. Si inizia subito con un impegnativo muro verticale a cui segue un leggero obliquo a dx per evitare i panciuti strapiombi sopra l’attacco. Segue un tratto di placca verticale tecnica fino alla sosta appesi. 30 m; 6c, poi 6b.
2) La via prosegue ancora impegnativa e tecnica lungo la soprastante placca verticale espostissima. 30 m; 6°+.
3) Il terreno inizia un po’ ad appoggiarsi divenendo man mano più facile fino ad imboccare una fessura-diedro che conduce alla sosta un po’ più comoda. 25 m; 6°, 5b.
4) Su difficoltà molto più abbordabili si prosegue per fessure fino ad immettersi dopo una quindicina di metri sulla Via delle Placche Lomasti-Mazzilis alla sosta 5. 30 m; 5a.
5) Con un tiro semplice ma non più protetto costantemente a spit lungo la prosecuzione della Lomasti-Mazzilis si giunge in vetta. 30 m; 4b.
Placche Lomasti-Mazzilis
Foto, riferimento “d”
La via, che supera il settore dx con
ardito ed intelligente percorso, rappresenta una pietra miliare
dell’arrampicata friulana e non solo. Bellissima la linea che descrive un arco
aperto sotto la fascia ascendente di strapiombi al centro della parete, con
passaggi di grande soddisfazione.
Oggi il primo tiro si svolge lungo una
variante. Originariamente si attaccava più a sx salendo per un’evidente fessura
obliqua da sx a dx.
Primi salitori: Ernesto Lomasti, Roberto
Mazzilis, 7 ottobre 1978
Sviluppo:
Difficoltà max: 6a+
(5c obblig.)
Tempo previsto: 2 – 3 ore
Roccia: eccellente
Materiale: 12
rinvii e cordini; eventualmente un paio di friend medi (soste a fittoni; buona spittatura
di passaggio)
Salita:
Per il
punto d’attacco vedi descrizione dell’accesso.
La relazione dettagliata della salita si trova sul volume Friuli Orientale, Itin. 006, della collana Roccia d’Autore (ed. Idea Montagna, 2011).
“progetto” sul settore dx della parete
Foto, riferimento “e”
Si tratta di una progetto, per il
momento incompiuto, iniziato nel 2005 dal triestino Gianni Cergol.
Affronta le placche a dx della Lomasti-Mazzilis che
dopo una quarantina di metri si impennano in strapiombi.
Lo si riporta in quanto gli spit sono
ben visibili e non molto distanti dalla Lomasti-Mazzilis.
Primi salitori: Gianni Cergol con
vari compagni, 2005
Sviluppo: 50
m
Difficoltà max: 7a
Tempo previsto: 1 ora
Materiale: 12
rinvii e cordini; eventualmente un paio di friend medi (soste a fittoni; buona spittatura
di passaggio)
Salita:
Attacco
dalla cengia erbosa, nel settore dx della parete.
1)
Primo tiro su placche quasi verticali. 30 m; 6b.
2)
Il percorso si porta sotto la fascia di strapiombi
che deve ancora essere superata. 20 m; 7a.
Discesa:
Per il
facile pendio di erba e roccette dell’opposto versante (NE), verso dx si giunge
all’ampia conca con detriti e massi fra
È
anche possibile scendere a doppie lungo la parete, nel qual caso la soluzione
consigliabile è usare la Via delle Placche Centrali, che corre verticale al
centro della vertiginosa parete. Dalla cima la sequenza di doppie è
30+25+20+30+30 m.
