CRETA DI PRICOTIC, m 2225

Parete SO – compendio delle vie

relazioni di Emiliano Zorzi, Carlo Piovan e Daniele Moroldo – salita fra il 2003 e il 2010

 

La parete a forma di pala che la grande gobba di erba e roccette della Creta di Pricotic protende verso S, dominando l’alto e solitario vallone omonimo, offre all’arrampicatore delle vie che per la qualità della roccia sono fra le più splendide arrampicate delle Carniche.

La lunghezza dell’avvicinamento tiene lontana la folla da questo piccolo gioiello, la cui scoperta si deve a due grandi nomi dell’alpinismo friulano, Lomasti e Mazzilis, che qui tracciarono due impegnativi e bellissimi percorsi nello stesso giorno del 1978. In effetti, data la brevità delle vie, è consigliabile combinarne almeno un paio, anche tenendo conto della vicinanza del Pilastro di Babele, dove si svolgono altre belle vie dalle difficoltà più bonarie (vedi nel sito).

Una decina di anni fa le vie Lomasti-Mazzilis, con una decisione discutibile, sono state spittate a distanza da falesia per “valorizzarle”. Questa azione ha portato a polemiche e discussioni a non finire, ormai trite e ritrite, e a reazioni come sulla vicina Torre Winkel, dalla quale sono stati rimossi gli spit sull’altro capolavoro di Lomasti. Sta di fatto che le vie del Pricotic si sono trasformate da impegnative e splendide classiche in comunque bellissime vie sportive alla portata di molti.

In anni più recenti si sono aggiunti altri itinerari: la Via delle Placche Centrali, nata come via sportiva, e la bella creazione di Mario Di Gallo e Daniele Moroldo, Arabesque, che parzialmente ha poi seguito la sorte delle due Lomasti-Mazzilis.

 

Accesso:

Il punto d’accesso principale è il Bivacco Lomasti, accessibile in 2 ore da Passo Cason di Lanza o, molto più rapidamente, dalla Rudnig Alm (versante austriaco, raggiungibile in macchina – vedi sotto) in 45 min.

Comodo anche l’accesso da Passo Pramollo, usufruendo degli impianti di risalita (seggiovia) fino al Tressdorferhöhe, m 1869, da dove si raggiunge il bivacco in 45 min. (2 ore se si sale a piedi da Passo Pramollo).

 

NB: per raggiungere la Malga Rudnig dall’Italia, dal Passo Pramollo si scende, giungendo al primo paese austriaco (Tropolach). Al secondo incrocio segnalato (distributore di benzina sulla dx) svoltare a sx. Percorsi 200 m si seguono le indicazioni per Schlanitzen. La strada per alcuni km è asfaltata e, superato il paese, diviene poi bianca ma molto ben percorribile. Fra i vari incroci seguire sempre la strada verso la Rudnig Alm. Totale del percorso 13 km ca.

 

Dal bivacco si prosegue verso S, salendo alla vicina Forcje dai Claps (segn. 432; raggiunto l’altipiano carsico sotto la forcella, fare attenzione a non salire per il sentiero segnato verso dx alle Crete di Rio Secco). Dalla forcella si scende per sentiero nel sottostante Vallone di Pricotic, fino ad giungere sulle ghiaie sotto la parete. Lasciare il sentiero che continua verso valle e salire verso una cengia-pendio erboso che taglia orizzontalmente la base della parete (prima dell’inizio della cengia attacca la Via Arabesque). Risalendo le roccette verso dx si raggiunge la cengia al centro della parete della Creta di Pricotic più o meno al centro della parete (attacco Via delle Placche di Lomasti-Mazzilis, Friuli Orientale Itin. 006 e di un altro progetto a spit più a dx, del triestino Gianni Cergol).

Al margine sx della cengia sotto l’evidentissima e profonda fessura attacca l’omonima via Lomasti-Mazzilis (Friuli Orientale, Itin. 007) alla cui dx c’è la fila di spit della Via Centrale (diff. 6b+).

A sx invece, oltre lo spigoletto che delimita la Via della Fessura, si può anche raggiungere la Via Arabesque a metà del primo tiro. 30 min. dal bivacco.

 

Via Arabesque

Foto, riferimento “a”

A sx della Via della Fessura di Lomasti-Mazzilis (volume Friuli Orientale, Itin. 007) c’è un’altra evidente fessura arcuata, percorsa nel 2003 dalla cordata Di Gallo-Moroldo. La sua salita regala una arrampicata a dir poco entusiasmante. La roccia finemente cesellata, solidissima e ben proteggibile, nonché le difficoltà contenute sono la caratteristica di questa via. Unico neo la brevità (tre lunghezze), motivo per cui la via si presta a combinazioni e concatenamenti con le altre vie della zona, sia sulla Creta di Pricotic (vedi volume Friuli Orientale, Itin. 006 e 007), sia sul vicino Pilastro di Babele (vedi nel sito).

Ultimamente è stata chiodata una via a spit che in parte dovrebbe coincidere con l’itinerario di Arabesque.

 

Primi salitori:                  Mario Di Gallo, Alex Franco e Daniele Moroldo, 15 giugno 2003

Sviluppo:                         150 m

Difficoltà max:                5°, p. 5°+

Tempo previsto:            2 ore

Roccia:                            ottima

Materiale:                         Dadi e friend (medi), cordini. Eventualmente qualche chiodo per evitare sorprese (presenza di spit di un’altra via in parte coincidente con Arabesque)

 

 

Salita:

Lo stato degli ancoraggi e delle sicurezze è antecedente alla parziale attrezzatura a spit del percorso che ne ha snaturato le caratteristiche.

L’attacco è posto prima dell’inizio della cengia che porta all’attacco delle altre vie della parete, a sx di uno strapiombo scuro, a metà distanza fra l’inizio del sistema di fessure che sul limite sx della parete descrive un arco (questo sistema di fessure lo si raggiungerà a metà altezza) e la netta fessura Lomasti-Mazzilis.

 

1)        Si attacca salendo una magnifica placca molto lavorata (3°+) che porta alla base della fessura. Si sosta su 1CF alla base della fenditura, alcuni metri sulla dx. 50 m; 3°+; 1CF.

2)        Superando un ostico strapiombetto (p. 5°+, 1C) si continua lungo la fessura obliqua a dx fino ad una rientranza. 40 m; 4°, 5°, p. 5°+; 1C, 2CF.

3)        Si lascia ora la fenditura che piega decisamente a dx e si sale direttamente su placca stupendamente lavorata e con clessidre per assicurazione, più impegnativa all’inizio, fino al termine delle difficoltà. 50-60 m; 4°, pp. 4°+ e 5°-.

 

Fessura Lomasti-Mazzilis

Foto, riferimento “b”

È la sorella della Via delle Placche, aperta dalla stessa celebre cordata, lo stesso giorno, sulla stessa parete.

Oggi, a seguito della spittatura, risulta essere un percorso di buona difficoltà tecnica, mentre la componente psicologica è stata completamente annullata, sempre che non vengano rimossi gli spit come successo sulla Torre Winkel. La roccia solida e molto lavorata permette comunque, all’occorrenza, di integrare facilmente le già ottime protezioni esistenti. Dirittura della via inconfondibile.

 

Primi salitori:                  Ernesto Lomasti, Roberto Mazzilis, 7 ottobre 1978

Sviluppo:                         145 m

Difficoltà max:                5c

Tempo previsto:            2 – 3 ore

Roccia:                            molto buona

Materiale:                         12 rinvii e cordini; eventualmente un paio di friend medi                      (soste a spit con cordone di acciaio; buona spittatura di passaggio)

 

Salita:

Per il punto d’attacco vedi descrizione dell’accesso.

 

La relazione dettagliata della salita si trova sul volume Friuli Orientale, Itin. 007, della collana Roccia d’Autore (ed. Idea Montagna, 2011).

 

Placche Centrali

Foto, riferimento “c”

Si tratta di una via sportiva aperta autonomamente a spit e supera con bellissima arrampicata tecnica la parete di placche verticali poco a dx della Fessura Lomasti-Mazzilis. La spittatura è ottima e permette di concentrarsi unicamente sull’arrampicata stile falesia. Il primo tiro è il più impegnativo, poi la difficoltà della scalata decresce man mano, confluendo sulla Via delle Placche Mazzilis-Lomasti poco sotto la cima.

La via, data la sua dirittura, è spesso usata come via di discesa a doppie dalla parete.

 

Primi salitori:                  ----

Sviluppo:                         110 m

Difficoltà max:                6c

Tempo previsto:            2 – 3 ore

Roccia:                            ottima

Materiale:                         14 rinvii e qualche cordino                (soste a spit; spittatura ottima)

 

 

Salita:

L’attacco è solo pochi metri a dx della netta Fessura Lomasti-Mazzilis.

Non si segnalano, evidentemente, il numero di spit per tiro.

 

1)        Tiro chiave. Si inizia subito con un impegnativo muro verticale a cui segue un leggero obliquo a dx per evitare i panciuti strapiombi sopra l’attacco. Segue un tratto di placca verticale tecnica fino alla sosta appesi. 30 m; 6c, poi 6b.

2)        La via prosegue ancora impegnativa e tecnica lungo la soprastante placca verticale espostissima. 30 m; 6°+.

3)        Il terreno inizia un po’ ad appoggiarsi divenendo man mano più facile fino ad imboccare una fessura-diedro che conduce alla sosta un po’ più comoda. 25 m; 6°, 5b.

4)        Su difficoltà molto più abbordabili si prosegue per fessure fino ad immettersi dopo una quindicina di metri sulla Via delle Placche Lomasti-Mazzilis alla sosta 5. 30 m; 5a.

5)        Con un tiro semplice ma non più protetto costantemente a spit lungo la prosecuzione della Lomasti-Mazzilis si giunge in vetta. 30 m; 4b.

 

Placche Lomasti-Mazzilis

Foto, riferimento “d”

La via, che supera il settore dx con ardito ed intelligente percorso, rappresenta una pietra miliare dell’arrampicata friulana e non solo. Bellissima la linea che descrive un arco aperto sotto la fascia ascendente di strapiombi al centro della parete, con passaggi di grande soddisfazione.

Oggi il primo tiro si svolge lungo una variante. Originariamente si attaccava più a sx salendo per un’evidente fessura obliqua da sx a dx.

 

Primi salitori:                  Ernesto Lomasti, Roberto Mazzilis, 7 ottobre 1978

Sviluppo:                         150 m

Difficoltà max:                6a+ (5c obblig.)

Tempo previsto:            2 – 3 ore

Roccia:                            eccellente

Materiale:                         12 rinvii e cordini; eventualmente un paio di friend medi                      (soste a fittoni; buona spittatura di passaggio)

 

Salita:

Per il punto d’attacco vedi descrizione dell’accesso.

 

La relazione dettagliata della salita si trova sul volume Friuli Orientale, Itin. 006, della collana Roccia d’Autore (ed. Idea Montagna, 2011).

 

“progetto” sul settore dx della parete

Foto, riferimento “e”

Si tratta di una progetto, per il momento incompiuto, iniziato nel 2005 dal triestino Gianni Cergol. Affronta le placche a dx della Lomasti-Mazzilis che dopo una quarantina di metri si impennano in strapiombi.

Lo si riporta in quanto gli spit sono ben visibili e non molto distanti dalla Lomasti-Mazzilis.

 

Primi salitori:                  Gianni Cergol con vari compagni, 2005

Sviluppo:                         50 m

Difficoltà max:                7a

Tempo previsto:            1 ora

Materiale:                         12 rinvii e cordini; eventualmente un paio di friend medi                      (soste a fittoni; buona spittatura di passaggio)

 

Salita:

Attacco dalla cengia erbosa, nel settore dx della parete.

 

1)        Primo tiro su placche quasi verticali. 30 m; 6b.

2)        Il percorso si porta sotto la fascia di strapiombi che deve ancora essere superata. 20 m; 7a.

 

Discesa:

Per il facile pendio di erba e roccette dell’opposto versante (NE), verso dx si giunge all’ampia conca con detriti e massi fra la Creta di Pricotic ed il Pilastro di Babele (avancorpo del Monte Cavallo di Pontebba su cui si svolgono altri brevi ma interessanti itinerari – vedi). Per rientrare agli attacchi delle vie della Creta Pricotic basterà aggirare la stessa alla base delle rocce verso dx. 30 min. dall’uscita della Via Arabesque.

 

È anche possibile scendere a doppie lungo la parete, nel qual caso la soluzione consigliabile è usare la Via delle Placche Centrali, che corre verticale al centro della vertiginosa parete. Dalla cima la sequenza di doppie è 30+25+20+30+30 m.