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IVgrado - FRIULI ORIENTALE

AGO DI VILLACO
Via Klug-Stagl (Spigolo Sud)

relazione: Emiliano Zorzi

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introduzione presente nella guida

L'Ago di Villaco è un piccolo pinnacolo aguzzo che si trova nei pressi del Rifugio Corsi. La sua salita è una classica del posto, adatta ai corsi di roccia, anche se un passaggio faticoso e non a caso chiodatissimo, mette a dura prova i principianti. L'attacco a 5 minuti dal rifugio, lo scarso dislivello, le soste a spit, la chiodatura abbondante sull'unico passo impegnativo e la discesa breve la rendono comunque sicura. Può essere utile anche come via di ripiego nel caso ci si trovi sul posto e le condizioni non permettano altre salite.

racconto della salita e impressioni

Da "grandi alpinisti dolomitici" ci presentiamo sotto questa via giuliana e da corso con la dovuta sufficienza. È la prima volta che vengo da queste parti ed il Pietro mi assicura di averla già fatta. Ergo, non serve relazione, non serve informarsi.
Saliamo all'attacco, superiamo la fessura fatidica zeppa di chiodi e continuiamo. A dire il vero il Pietro non mi pare tanto sicuro sul dove dobbiamo andare. Dopo un po', quando arrivati a pochi metri dalla cima non capisco dove andare e chiedo consiglio, intendo che invece era salito per la normale e forse nemmeno fino alla cima.
La solita e normale perdita di tempo per capire che basta fare un metro sull'altro versante per salire poi facilmente alla vicinissima e piccolissima cima.
La discesa dal monte si rivela addirittura comica, se non fosse per gli improperi ed insulti che durante quell'ora sulla montagna sono scesi a destra e a manca.
Doppia dalla cima: il Pietro mi dice che è sicuro che si scende per 40 - 50 metri . Eseguo l'ordine ma vedo che sotto la parete continua vertiginosa e le corde comunque non arrivano al canale sottostante, ci mancheranno altri 15 metri come minimo. Prima razione di bestemmie: risalgo alla meno peggio e, risalendo, vedo il successivo anello di calata sull'anticima oltre al forcellino. Con insulti poco urbani redarguisco il mio conduttore. A quanto sembra ora si era confuso fra cima e anticima dove, pare, si sia fermato nella sua scalata.
Finalmente, dopo le doppie giuste, siamo nel canale. Arriviamo sopra l'ultimo salto: sotto c'è vicino il sentiero.
Chiedo lumi al Pietro che mi dice che ci deve essere un'ultima doppia, naturalmente inesistente. Non capendo che bisogna invece scendere per le ripide roccette a sinistra, ci tocca attrezzare una calata (sull'Ago di Villaco!) nel fondo del canale e ci caliamo dentro ad un profondo caminone con sassi incastrati: devo passarci sotto, con numeri circensi e con l'acqua di allegre cascatelle che mi rallegra alquanto entrandomi fino alle mutande. Il tutto accompagnato dal miglior repertorio di parolacce e insulti. Qualche passante passa sul sentiero atterrito dal linguaggio: spero che siano degli sconosciuti.
Arrivo alla base sporco come un ippopotamo.
All'arrivo del Pietro comunque mantengo un aplomb che mi stupisce, anche perché si offre volontariamente di recuperare le corde e di portarle fino a valle, perché "deve purgare" per gli errori di guida!
Una serie di birre al Corsi, corredate dai racconti al solito al limite della umana anormalità del gestore, calma le acque. In fondo andare sull'Ago è un dovere per ogni alpinista, o presunto tale, dell'area giuliana. È come l'esame per la patente.

 

AGGIORNAMENTI E NUOVA RELAZIONE
sulla guida ALPI GIULIE e CARNICHE ORIENTALI

 

 

 

 

 

 

 

CORREZIONI ed AGGIORNAMENTI

relazione aggiornata, con nuove foto, altre vie e discese sul nuovo volume Alpi Giulie e Carniche orientali:
http://quartogrado.com/friuli/Fuart/164_Ago%20di%20Villaco_Spigolo%20Sud.htm

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