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CIMA DELLA MADONNA
Spigolo Zagonel-Kahn (Spigolo Sudovest)

relazione: Emiliano Zorzi, salita del 23/9/2012

Primi salitori: Carlo Zagonel e Giorgio Kahn, 16 agosto 1926
Sviluppo: 515 m
Difficoltà complessiva: D+
Difficoltà massima: 5°
Tempo previsto: 5 - 6 ore
Roccia: mediamente buona
Materiale: cordini, dadi, friend, 4 - 5 chiodi (soste attrezzate, pochissimi chiodi di passaggio presenti)

 

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CIMA DELLA MADONNA, m 2733
Spigolo Zagonel-Kahn

Spigolo Sudovest

Salita spesso paragonata, in modo ingiustificato, al vicino Velo, del più famoso "cugino" condivide solo la stessa montagna. Sia la qualità della roccia, per solidità e conformazione, sia le caratteristiche generali della scalata sono nettamente diverse. Come segnalato da dei ripetitori (non molti ogni anno) sul libro di vetta, si tratta di una salita "selvaggia, varia ed impegnativa". Si alternano infatti tratti di parete aperta, camino, colatoi su roccia a tratti ottima ed a tratti discreta. Scalata comunque meritevole e di ampio respiro su uno spigolo poco individuato la cui linea si disegna solamente guardando la montagna da San Martino, da dove costituisce il profilo destro della silhouette della Cima della Madonna. Soste attrezzate ma pochi chiodi in via.

Accesso:
Dal Rifugio del Velo si segue il sentiero verso la Cima della Stanga ed il Sentiero del Cacciatore (segn. 742), costeggiando ad una certa distanza lo zoccolo che sostiene la Cima della Madonna. Dopo meno 10 min. lo si abbandona per andare a sx fino in cima ad un conoide di ghiaie poco prima di un piccolo pilastrino grigio addossato alla parete, attaccando in corrispondenza di un evidente colatoio di rocce grigie e nerastre in mezzo a due settori di parete gialla (2CL segnano l'attacco). Si è circa 200 m prima dell'attacco della Via Normale al Sass Maor (e discesa dalla Cima della Madonna). 15 min. dal rifugio.


Salita:
1)       
Si scala direttamente il colatoio verticale di roccia lavorata ma non molto solida, raggiungendo uno scomodo terrazzino di sosta con grossa clessidra. 25 m; 4°, p. 4°+; 1CLF.
2)        Si prosegue per il colatoio, per alcuni metri ancora ripido, finché le rocce si appoggiano. Si continua con la stessa direttiva per terreno facile ma sporco di detriti raggiungendo una specie di conca. Si può salire per ghiaie lungo il fondo fin sotto un nuovo tratto di colatoio con caratteristici grandi buchi rotondi oppure salire lungo le facili rocce rotte sulla dx dove si sosta ad una grossa clessidra. In alto sulla sx c'è un grosso torrione giallastro, sulla dx un caratteristico gendarme aguzzo e sempre giallastro. 50 m; 3°+, poi 2°.
3)        Si entra nel colatoio con le caratteristiche nicchiette che prosegue leggermente verso sx. Con arrampicata divertente su roccia slavata e solida si giunge alla fine del colatoio al limite inferiore della grande cengia basale. 50 m; 2°, 3°; 1CLF.
4)        Si risale direttamente per roccette elementari e detriti tutto il pendio della grande cengia fin sotto la parete, raggiungendola sotto un settore di placche grigie e nerastre che sostengono la "spalla" sullo spigolo, evidente dal Rifugio del Velo ma qui un po' schiacciata dalla prospettiva. Sulla sx, prima dello spigolo, c'è una grotta giallastra; a dx delle placche la grande parete gialla. 100 m; 1°.
NB: percorrendo verso sx la grande cengia si può raggiungere facilmente lo Spigolo del Velo, mentre percorrendola verso dx fino al suo termine si giunge sopra il canalone della Via Normale di discesa che si raggiunge scendendo ca. 30 m di 2° (ev. doppia da attrezzare).
5)       
Si affronta la parete a placche grigie poco a dx della grotta giallastra (non conviene affrontare la placca nerastra più a dx) puntando all'inizio di un evidente camino giallastro. All'inizio dello stesso si sosta un po' scomodamente. 35 m; 4°, p. 4°+; 3CF.
6)        Si scala direttamente il camino giallastro per alcuni metri (p. 5°-, 1C) fin sotto una strozzatura. La si supera sulla dx per una placchetta impegnativa (p. 5°, 1C), continuando sopra per la fessura-colatoio, meno ripida, che costituisce la prosecuzione verso l'alto del camino. Si giunge così allo spiazzo ghiaioso della "spalla", sostando sul limite superiore dello stesso. 40 m; 4°, pp.5°- e 5°; 2C, 1CF+CL.
VARIANTE: si può evitare il tratto iniziale del camino superando un diedrino grigiastro qualche metro a dx (c'è anche una sosta alla base dello stesso). Vinto il diedrino iniziale (4°+, 1C) si obliqua a sx per placca lavorata (4°/4°+) fino a portarsi sopra la strozzatura del camino.
7)       
Su sale per parete aperta assecondando i tratti più accessibili, prima leggermente verso dx e quindi con leggerissima tendenza a sx su roccia appigliata ma verticale. Dopo ca. 30 m si affronta un breve tratto più impegnativo e meno appigliato (p. 5°-) che permette di portarsi su un piccolo terrazzino qualche metro sotto una piccola fascia di strapiombi arcuati. Una ventina di metri più in alto e a dx si apre la grande nicchia nerastra che caratterizza la parete (ben visibile dalla base) e da cui si originano le colate nere anch'esse ben visibili dalla base. 40 m; 4°, pp. 4°+ e 5°-; 3CF.
8)        Non si affronta la breve fascia strapiombante (1CL alla base; variante inutilmente più difficile e su roccia dubbia) traversando in leggera salita verso dx per terreno facile in direzione della grande nicchia nera. Si supera lungo la traversata della colata nera un breve tratto più levigato (p. 4°+, 1C), dove comunque si hanno sempre ottimi appoggi per i piedi. Oltrepassata la colata nera si sale per rocce non difficili fino ad entrare nella nicchia. Rientrando alcuni metri in diagonale a sx, nel comodo terrazzino della nicchia, si sosta su 2CF piantati a terra. 25 m; 3°, 4°, p. 4°+; 1C, 2CF.
9)        Si scala la parete grigiastra e lavorata a sx dello strapiombo nero che chiude la grande nicchia. Per terreno articolato ma su roccia di qualità varia si sale con leggera tendenza a sx fino ad un comodo ma aereo terrazzino proprio sull'arrotondato spigolo, poco a sx e sotto di un'altra grande nicchia giallastra e nera visibile dalla base. 30 m; 4°; 1CF+CL.
10)     Da qui vi sono due possibilità d'uscita:

a.    Si traversa a dx per facili rocce fin sotto una colata nera che si scala (1CL) superando anche qualche strapiombetto. In cima alla colata il terreno si appoggia e si sale senza particolari difficoltà fino ad attrezzarsi una sosta su grossa clessidra. 50 m; 3°, 4°, p. 4°+; 1CL.

b.    Si sale lungo la verticale ma lavorata parete dello spigolo, seguendo i tratti più accessibili per una quindicina di metri fin dove le rocce si appoggiano definitivamente. Si sale per terreno facile fino ad attrezzarsi una sosta dove più conveniente. 40 / 50 m; 4°+, poi 3°.

11)     Per facili rocce appoggiate e detriti si sale senza via obbligata fino alla cresta, per la quale poi si giunge in vetta (tracce di passaggio; uscita dello Spigolo del Velo) oppure obliquando a dx per canalini raggiungendo direttamente il punto culminante. 60 / 70 m; 1°, 2°. 

Discesa:
Utili, ma non necessarie, due corde da 50 m.

Si segue la cresta verso NE (verso il Sass Maor) lungo le evidenti tracce e ometti. Dopo poco la traccia di sentiero scende un po' sul lato SE della cresta fin sopra un profondo intaglio. Qui si presentano due alternative:

a.         si va per facili roccette verso sx fino ad uno spuntone con cordoni sul bordo dell'intaglio. Da questo si effettua una CD di 35 m direttamente lungo il camino sottostante fino all'AF della CD2 oppure, per evitare problemi nel ritiro della corda, si effettua una breve CD di 10 m fino all'AF della CD1. Poi si prosegue come la discesa usuale descritta qui sotto.

b.         si scende nell'intaglio per terreno molto esposto seguendo le frecce rosse. Lo si scavalca e si assecondano i segni rossi che verso sx conducono ad un terrazzino sopra il profondo e netto Camino Winkler (10 m, 3°, p. 4°; spit per sicrezza). Si scende un ultimo passo molto esposto per raggiungere il terrazzino con AF. Questo tratto è bene effettuarlo in sicurezza.

CD1:      20 m lungo il profondo Camino Winkler fino ad una scomoda sosta con AF dentro la spaccatura.

CD2:      55 m direttamente per il camino e poi, superando un'ampia terrazza direttamente in verticale (senza seguire le frecce rosse che indicano verso dx - faccia a valle - il percorso per scendere con facile arrampicata fino all'AF successivo) nei pressi di una fessura-camino fino all'AF successivo su terrazzino a dx - faccia a valle - del camino-fessura.

               È possibile spezzare questa CD da 1CLF sulla terrazza oppure giungere a questa con CD da 20 m e quindi scendere con facile arrampicata (1°/2°).

CD3:      40 m fino al canale detritico pochi metri sotto la forcella fra Cima della Madonna e Sass Maor, che si raggiunge poi senza difficoltà su ghiaia.

               Anche qui si può effettuare una CD da 30 m e poi seguire le frecce rosse che conducono su un breve ma impegnativo passaggio (3°+) in discesa che deposita sulla forcella.

Dalla forcella si segue ritroso la Via Normale al Sass Maor. Si scende verso SE (tracce e ometti) per facile canale con tratti friabili fin sopra un grosso masso che lo ostruisce. Qui si può scendere in arrampicata (2°+) traversando a sx oppure effettuare una breve CD.

CD4:      15 m fino sotto il masso.

Qui, seguendo tracce e ometti, si è su una dorsale che separa due canaloni. Non seguire quello di sx (Boral dei Pissotti) ma scendere per quello di dx (S). Si scende per facili roccette coperte di detriti stando a sx del fondo del canale che si raggiunge più in basso.

Si percorre una crestina rocciosa, all'inizio un po' esposta, che separa due canaloni. Si scende in quello di sx (segni rossi) fin sopra dei grossi massi. Qui conviene effettuare una doppia da CL con cordini sotto un grosso masso.

CD5: 25 m per scendere i grossi sassi (ev. discesa in arrampicata 2°, pp. 3°) fino ad uno spiazzo detritico.

Si segue la traccia di sentiero che porta sul limite dx dello spiazzo dove si rinviene un AF.

CD6: 25 m lungo la parete sottostante a fianco di un camino fino alle facili rocce basali.

Le si scendono ed in breve si è sul sentiero segnalato che verso dx, passando nei pressi dell'attacco, riporta al vicino rifugio. 10 min. dalla fine della discesa. In totale ore 2 - 2,30 dalla cima al rifugio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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