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CIMA DI BALL
Via La Panza (Versante e Cresta Sudovest)

relazione: Emiliano Zorzi, salita del 19/8/2011

Primi salitori: Emiliano Zorzi e Alessandro Dassi, 19 agosto 2011
Sviluppo: 410 m + 100 m di detriti fino alla cima
Difficoltà complessiva: AD-
Difficoltà massima: 3°
Tempo previsto: 3 - 5 ore
Roccia: di qualità variabile (da molto buona a detritica)
Materiale: un paio di friend, qualche chiodo per emergenze (soste su cordoni in clessidra presenti)

 

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CIMA DI BALL, m 2802
Via La Panza

Versante e Cresta Sudovest

Si tratta di un percorso discontinuo su basse difficoltà che può interessare solo a chi ormai cerca i "dettagli" del luogo. Salita di stampo pioneristico che alterna qualche tratto di divertente arrampicata su roccia molto bella ad altri lunghi tratti su roccette e detriti. Questa via è nata per puro caso: ci eravamo portati sotto il versante per ripetere una via di Scalet sul Pilastro SO. Non individuando il percorso abbiamo deciso di provare a salire una bella e bassa parete caratterizzata da invitanti colate nere. Una volta che queste si sono rivelate di difficoltà troppo elevata per i sottoscritti, abbiamo scovato questo percorso che alla fine ci ha condotto in vetta. Alle soste e sporadicamente lungo i tiri sono rimasti cordoni in clessidra per orientamento. Buona parte della via può essere percorsa di conserva; nella relazione si segnalano i tiri per dare un riscontro sulle lunghezze. Consultare gli schizzi per l'orientamento generale.

Accesso:
Dal Rifugio Pradidali si percorre la Ferrata del Porton fino alla forcella omonima (ore 1,30). Si può anche usare il Rifugio del Velo come base: in questo caso si percorre la Ferrata del Velo fino alla Forcella del Porton (ore 1,15).
Si imbocca il Sentiero Gusella del quale si risale il primo tratto di ripida salita su erba che conduce, dopo ca. 15 min. dal bivio della Forcella del Porton, ad un bel poggio erboso dal quale appare il complesso versante occidentale della Cima di Ball. Qui è necessario consultare il disegno generale per l'orientamento e l'individuazione dell'attacco.
Ad ogni modo si continua ancora per qualche minuto sul sentiero finché questo attraversa verso sx il vallone ghiaioso (oltre il quale risale a ripidi tornanti ad una selletta erbosa ben visibile). Si abbandona il sentiero e si sale direttamente per l'ampio vallone fino all'attacco (10 min. dal sentiero) che si trova allo sbocco di un canalone caratterizzato sulla dx da delle nicchie scure spesso umide, mentre sulla sx è dominato da una torre alta un'ottantina di metri con grande tetto giallastro.
A sx dello stesso una parete a forma di pala con colate nere e varie nicchie circolari di diverse dimensioni. Ore 2 dai rifugi.

Salita:
1)        Si scalano le divertenti roccette sulla crestina a sx del canalone, mantenendosi in vista delle ghiaie del vallone, per canalini e saltini con andamento verso sx. Se si è fortunati dopo una quarantina di metri, in un canalino, si rinviene la prima sosta. 40 m; 2°; 1CLF.
2)        Si prosegue con lo stesso andamento, superando vari saltini divertenti (p. 3°, 1CL), finché il terreno si appoggia. Si sale liberamente puntando allo spigolo destro della parete a forma di pala. Sopra di noi il grande tetto giallastro della torre. Si sosta comodamente presso enormi clessidre a ponte. 50 m; 3°, 2°, poi 1°; 1CL, 1CLF.
3)        Per detriti (un solo saltino formato da un piatto sasso appoggiato) si sale sotto alla torre con tetto, sostando in una comoda nicchia che è all'inizio di un canale/diedro nascosto, formato fra la parete a pala e la torre con tetto. 30 m; 1°; 1CLF.
4)        Si risale la divertente faccia sx del canale/diedro (3°, molte clessidre), entrando poi nel fondo dello stesso quando si trasforma in canale. Si continua a salire (qualche sasso incastrato) finché si apre in pendio. 50 m; 3°, 2°; 1CLF.
5)        Si continua lungo il facile pendio di roccette sfasciate e che in alto muore ad una forcella di cresta. Dopo una trentina di metri, in corrispondenza di uno spuntone che nasce in mezzo al pendio stesso, si va verso dx superando una bassa paretina di roccia non molto bella (1CL), sostando poco sopra su enorme clessidra. 60 m; 1°, 2°; 1CL, 1CLF.
6)        Con un passo a dx si guadagna una cresta secondaria, oltre la quale sale un ampio canale. Si scala lungo la cresta su roccia molto lavorata sostando (utili i friend) su uno spiazzetto poco sotto la sommità. 30 m; 2°, 3°.
7)        Si traversa verso dx su rocce un po' delicate (1CL) raggiungendo la forcelletta in cima all'ampio canale che sale da sotto. Siamo ora sulla Cresta Ovest che si seguirà fino in vetta. 1CF sulla sx. 20 m; 3°; 1CL; 1CF.
8)        Poco a dx del filo si sale un basso gradino friabile, sopra il quale inizia un canalino (1CL) che si sale (1CL in cima) uscendo poi su un pendio di lastre e detriti, sostando liberamente sotto la seguente elevazione di cresta. 50 m; 3°, 2°, 1°; 2CL.
9)        Si aggira l'elevazione sulla dx e si sale per divertenti roccette sul successivo torrione, sostando in cima. 30 m; 2°; 1CLF.
10)     Si scende con attenzione alla sottostante forcelletta (da dx sale l'ampio canalone della vecchia Via Stephen). 15 m; 2°.
11)     Si prosegue direttamente per roccette e detriti poco a dx della cresta, superando un'ultima paretina lavorata (3°, 2CL) sopra la quale si è sull'ampio pendio detritico della cima. 50 m; 2°, 3°, 2CL, spuntone di sosta.
12)     Si cammina per l'elementare pendio fino a raggiungere la non distante ed ampia spianata della cima con grosso ometto. 100 m; elementare.

Discesa:
Si effettua lungo la Via Normale, abbastanza facile anche se su terreno fastidioso e con un breve tratto che richiede attenzione.
Dal grande ometto di vetta (libro delle ascensioni), si va qualche metro verso SE (direzione Val Pradidali) ad una selletta (ometto) per scendere poi a sx un ripido pendio di ghiaia e roccette verso sx (verso E, in direzione del Rifugio Pradidali). Dopo una cinquantina di metri di dislivello si attraversa in quota verso sx (N) un catino detritico (labili tracce, qualche ometto). Conviene scendere i scende qualche decina di metri verso dx nel fondo del catino per poi risalire leggermente per roccette infide (pp. 2°) ad aggirare una cresta arrotondata (ometto; non si tratta dell'ometto più alto - vedi nota sotto e foto).
NB: In questo tratto fare attenzione a non restare troppo alti (un ometto fuorviante ben visibili sulla cresta sotto l'Anticima Nord), fatto che obbliga ad un traversino su terreno delicato ed esposto ed un altrettanto breve ma ripida discesa su roccette (possibile CD da 1C con cordino) per riprendere il percorso migliore.
Si continua verso N per terrazze detritiche e lastre rocciose fino a riportarsi sulla cresta pianeggiante e larga. Si aggira sulla dx un basso risalto di rocce per poi continuare a cavallo dell'elementare cresta fino alla Forcella Stephen (40 min. dalla cima).
Seguendo le indicazioni si scende per la Ferrata Gusella fino al Passo di Ball e quindi al Rifugio Pradidali (ore 1,30 dalla cima; 45 min. da Forcella Stephen).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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