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CIMA DI BALL
Via Masè Dari (Parete Est)

relazione: Emiliano Zorzi, salita del 17/8/2011

Primi salitori: Giorgio Masè Dari, R. Ghirardini, P. Dallamano, 5 agosto 1937
Sviluppo: 510 m (compresi 130 m di trasferimento)
Difficoltà complessiva: D-
Difficoltà massima: 4°+
Tempo previsto: 4 - 5 ore
Roccia: mediocre sui primi tiri, poi buona
Materiale: cordini, dadi e friend; 3 - 4 chiodi (via quasi disattrezzata)

 

relazione completa in pdf

 


 

 

 

 


CIMA DI BALL, m 2802
Via Masè Dari

Parete Est

Via di vecchio stampo fino ad oggi completamente disertata. Il percorso è caratterizzato nella parte iniziale da un profondo e lungo caminone che si alza proprio sopra la parte iniziale della Ferrata del Porton, ben in vista da chi sale al Rifugio Pradidali dal Cant del Gal. La via non è certo delle migliori della zona ma per gli amanti del posto può essere una proposta alternativa alle solite. Una volta esaurita la parte in camino la via perde completamente di direttiva e di interesse. Si può uscire, dopo alcuni tratti facili, sul Sentiero Gusella (come fatto da noi) oppure, per gli amanti della vetta, continuare per la Cresta Sudest fino in cima. Molte clessidre presenti.

Accesso:
Dal Rifugio Pradidali si segue il sentiero che scende all'attacco della Ferrata del Porton. Si sale il primo tratto verticale della stessa finché questa comincia a traversare verso sx in leggera salita. Si percorre detta traversata per un centinaio di metri finché si è poco a sx della verticale del caminone (è quello di sx e meno profondo di due paralleli) caratterizzato in alto da un grosso sasso incastrato. 30 min. dal rifugio.
 

Salita:
1)       
Si sale con leggera diagonale a dx per rocce facili ma delicate a causa della poca solidità e dell'erba presente (dopo una decina di metri 2C molto vecchi e rotolo di cavo da ferrata). Si continua per saltini e paretine con la stessa direttiva finché si raggiunge un colatoio-caminetto che è praticamente lo sbocco inferiore del caminone che dà la direttiva alla via. Sosta da attrezzare su clessidre. 40 m; 2°, pp. 3°; 2C.
2)        Si sale con attenzione per l'inizio del colatoio o per le roccette a dx dello stesso, evitando di smuovere sassi che cadrebbero su chi percorre la ferrata, sostando dove più conveniente sul lato dx dello stesso, prima che divenga ripido. 25 m; 3°, pp. 3°+.
3)        Si prosegue nel colatoio (p. 4°, 1CL) che dopo un po' spiana in un terrazzino. Oltre a questo inizia praticamente il camino, dapprima abbastanza largo e agevole e poi più stretto (tratto di 4°). Si sosta all'interno dello stesso su 1CL con cordone o sul bordo dx (altra CL con vecchio cordone). 40 m; 3°, 4°; 1CL, 1CLF.
4)        Si scala la strettoia del camino (4°) o le rocce articolate sulla dx, continuando poi per queste con divertente arrampicata (molte cless.) fino a rientrare nel camino ad un comodo spiazzo sotto la parte verticale dello stesso (non continuare per le rocce sulla dx) dove si attrezza una sosta (utili i chiodi). 40 m; 4°, 3°+.
5)        Si inizia a scalare sulle ripide rocce poco a dx della spaccatura, rientrando nella stessa dopo una decina di metri. Si prosegue ora per il camino quasi verticale (clessidre) che in alto presenta una strettoia verticale e spesso umida che si supera usando perlopiù la faccia sx del camino (p. 4°+). Oltre si continua ancora qualche metro per il camino appoggiato e di roccia dilavata fino a sostare sotto l'enorme e caratteristico masso (1CF molto vecchio a dx, da integrare). 45 m; 4°, 4°+; 1CF.
6)        Si passa sotto al masso arrampicando nel camino di ottima roccia ma quasi sempre bagnata. Si piega poi un po' a sx per salire sopra al masso stesso dove si sosta comodamente su clessidre. 25 m; 3°, 3°+.
7)        Si sale ora direttamente per una bella parete di roccia ottima e lavorata stando a sx della prosecuzione del camino. Dopo una trentina di metri il terreno si abbatte e si prosegue imboccando il pendio di roccette ed erba che tendendo un po' verso dx permette di guadagnare quota. Sosta nei pressi di una paretina giallastra sulla sx (ottima clessidra). 55 m; 3°, poi 2°.
8)        Si continua per ripida erba e roccette affioranti guadagnando il margine sx di una grande conca erbosa e detritica nel cuore del versante E della Cima di Ball (ben visibile dal rifugio). Si risale la conca in diagonale verso dx (si lascia sulla sx un torrione di cresta con caratteristico foro), fino a raggiungerne la parte alta in centro alla stessa. Ci si ferma sotto ad un canalino, il primo che si trova, che porta alla Cresta SE. Alla base dello stesso c'è 1CL con fettuccia. 130 m; 1°; 1CLF.
9)        Si risale il canalino facile e di roccia buona anche se spesso umida. Conviene sostare prima che divenga più ripido e si trasformi in caminetto. 25 m; 2°.
10)     Si sale il ripido caminetto quasi sempre bagnato o la parete articolata alla sua dx, raggiungendo allo sbocco dello stesso una selletta erbosa su una crestina secondaria, dove si sosta su spuntone. 35 m; 3°.
11)     Si prosegue sulle rocce appoggiate sulla dx raggiungendo infine una forcelletta detritica sulla Cresta SE. 50 m; 2°. 

Da qui vi sono due alternative:

Discesa al Sentiero Nico Gusella
È l'uscita più rapida dalla via ed è la soluzione adottata nella nostra ripetizione, anche se ciò comporta il non salire in vetta.
Dall'uscita della via si va verso N ad un'altra vicinissima selletta erbosa, oltre la quale si vede non lontano il Sentiero Gusella. Sempre verso N si scende gradatamente per gradoni ghiaiosi, roccette ed erba su terreno facile, passando sopra al grande salto roccioso che precipita nel canalone del Porton, fino a raggiungere i prati ed il vicino Sentiero Gusella. 15 min. dall'uscita.
Per rientrare al Rifugio Pradidali si può imboccare il sentiero verso dx, risalendo faticosamente e con qualche tratto attrezzato alla Forcella Stephen (45 min.) dalla quale poi si scende al Passo di Ball con la Ferrata Gusella e quindi al rifugio (ore 1,30 - 2).
Più o meno nello stesso tempo si può anche scendere a sx per poi imboccare, dopo una decina di minuti, la Ferrata del Porton che riporta anch'essa al rifugio. 

Salita in vetta per la Cresta SE
È sicuramente la soluzione alpinisticamente più completa anche se più faticosa. Regala ancora qualche tratto di arrampicata interessante alternato ad altri facili su roccette e detriti. Si riassumono le indicazioni della Guida CAI, la cui relazione si è rivelata affidabile nella prima parte della via.
Si continua per la cresta fin dove diviene verticale (100 m, 2°). Si supera il tratto ripido del Pilastro SE stando sulla dx (35 m, 4°-). Si obliqua di nuovo in cresta a sx sotto un torrione giallo (30 m, 2°). Si aggira il torrione a sx arrivando ad un intaglio che dà su una conca ghiaiosa (50 m, 2°). Si aggira a dx la conca e si risalgono facili rocce verso dx passando vicino ad un arco naturale. Subito dopo si raggiunge la cresta che porta in vetta. Ore 1,30 ca. dall'uscita della via. 

Discesa dalla cima:
Si effettua lungo la Via Normale, abbastanza facile anche se su terreno fastidioso e con un breve tratto che richiede attenzione.
Dal grande ometto di vetta (libro delle ascensioni), si va qualche metro verso SE (direzione Val Pradidali) ad una selletta (ometto) per scendere poi a sx un ripido pendio di ghiaia e roccette verso sx (verso E, in direzione del Rifugio Pradidali). Dopo una cinquantina di metri di dislivello si attraversa in quota verso sx (N) un catino detritico (labili tracce, qualche ometto). Conviene scendere i scende qualche decina di metri verso dx nel fondo del catino per poi risalire leggermente per roccette infide (pp. 2°) ad aggirare una cresta arrotondata (ometto; non si tratta dell'ometto più alto - vedi nota sotto e foto).
NB: In questo tratto fare attenzione a non restare troppo alti (un ometto fuorviante ben visibili sulla cresta sotto l'Anticima Nord), fatto che obbliga ad un traversino su terreno delicato ed esposto ed un altrettanto breve ma ripida discesa su roccette (possibile CD da 1C con cordino) per riprendere il percorso migliore.
Si continua verso N per terrazze detritiche e lastre rocciose fino a riportarsi sulla cresta pianeggiante e larga. Si aggira sulla dx un basso risalto di rocce per poi continuare a cavallo dell'elementare cresta fino alla Forcella Stephen (40 min. dalla cima).
Seguendo le indicazioni si scende per la Ferrata Gusella fino al Passo di Ball e quindi al Rifugio Pradidali (ore 1,30 dalla cima; 45 min. da Forcella Stephen).

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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