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CUSIGLIO
Spigolo Nordovest

relazione: Emiliano Zorzi, salita del 17/8/2013

Primi salitori: Conte Lovelace, Bortolo Zagonel e Michele Bettega, 1 agosto 1901
Sviluppo: 360 m
Difficoltà complessiva: AD
Difficoltà massima: 3°+
Tempo previsto: 2 - 3 ore
Roccia: buona, a tratti molto buona; alcuni tratti con detriti
Materiale: cordini, friend, ev. qualche chiodo (via disattrezzata)

 

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CUSIGLIO, m 2510

Spigolo Nordovest

Una vecchia classica di bassa difficoltà che oggi ha perso un po' di smalto ed appeal. Per poter apprezzare alcuni divertenti tiri di corda nella parte alta della via, bisogna superare un avvicinamento non molto lungo ma faticoso ed alcuni tiri interlocutori nella parte bassa. Chi non cerca la soddisfazione unicamente nell'arrampicata saprà comunque apprezzare l'ambiente circostante e la comunque buona qualità della roccia. Nonostante sia una scalata facile non è molto adatta ai principianti essendo praticamente disattrezzata e prevedendo una discesa che richiede attenzione e passo fermo.

Accesso:
a)
•  da San Martino di Castrozza
Questo accesso prevede più dislivello rispetto al successivo ma è più intuitivo.
Dal parcheggio degli impianti del Col Verde-Rosetta si segue la stradina che risale la pista di sci sotto la telecabine. La pista e la stradina piegano a dx, risalgono il bosco e compiono quindi una ampia curva per ritornare a sx: poco prima di questo curvone (20-30 min. dal parcheggio) ci sono delle tabelle CAI (Val di Roda, Sentiero del Cacciatore ecc.). Poco più in alto delle tabelle, si lascia la pista proprio sul gomito del curvone puntando ad un enorme masso con targa. Si passa a dx del masso, si attraversa un torrente asciutto (om.) e dall'altra parte si imbocca una traccia (a tratti invasa dalla vegetazione e dai mughi - fare attenzione a seguirla) che risale lungamente fra i mughi l'ampio pendio che scende dalla Forcella del Cusiglio (fra la Rosetta a sx e il nostro monte a dx). Oltre la zona di mughi la traccia diviene ben più evidente e sale a ripide svolte il pendio prima di erba e poi, oltre a due enormi massi presenti nel vallone, di detriti.
Ca. 100 m di dislivello più in basso della forcella si va a dx ad una evidente nicchia alla base di una parete giallastra (palo rosso).
Si segue verso dx la cengia che inizia proprio lì: dopo un primo breve tratto un po' esposto (p. 1°), aggira il profilo NO del Cusiglio (om.) e continua in salita (da qui possibile variante d'attacco lungo un diedro-fessura che incide la placca). Si aggira verso dx una sporgenza oltre la quale (om.) si trova l'attacco. Ore 2 da San Martino.

b) •  dal Col Verde
Questo accesso permette di risparmiare 400 m di dislivello e mezz'ora di tempo ma si svolge su tracce incerte nel bosco.
Raggiunto in ovovia il Col Verde, m 1965, si scende per ca. 30 m di dislivello lungo la pista da sci. Qui si entra a sx nel bosco, cercando di rimanere in quota (a tratti vaghe tracce) finché ci si può portare alla base delle rocce dove si rinviene una traccia più marcata. La si segue per poco fino ad un canalone dove non bisogna proseguire in quota lungo la traccia ma scendere per ca. 50 m finché è possibile di nuovo continuare in quota sotto le rocce dello zoccolo che sostiene la scura parete del Mulaz della Rosetta. Si prosegue sempre a vista nel bosco fino a raggiungere l'ampio vallone che scende dalla Forcella del Cusiglio. Si attraversa un primo canalone di scolo (in cima si vede la stazione della funivia) e sulla dorsale erbosa dall'altra parte si rinviene la traccia che sale da San Martino. Per questa all'attacco. Ore 1,30 dal Col Verde.

Salita:
I tiri di corda e le lunghezze sono indicative, dato che la via è disattrezzata.
1) •  Superato il primo breve tratto più ripido (p. 3°) si continua per placche gradinate e molto appoggiate, frammiste ad erba, tendendo sempre verso sx in direzione dello spigolo. 50 m; 2°, p. 3°.
2)
•  Si prosegue con la stessa direttiva raggiungendo lo spigolo sotto a un canalino-caminetto più ripido pochi metri a dx del profilo. 40 m; 2°.
3)
•  Si scala il caminetto (1CL) e le successive belle rocce appoggiate quasi sullo spigolo. Poi per terreno facile ma con detriti si giunge sotto una zona di ghiaie poco ripide (om.). 50 m; 3°, 2°.
4)
•  Si asseconda verso dx la zona di ghiaie fino ad una comoda spalla sotto il tratto più ripido e roccioso dello spigolo (om.). 40 m; 1°.
5)
•  Si affronta lo spigolo standone poco a dx su terreno fessurato. Con divertente arrampicata si supera anche un tratto più ripido e liscio (1C) proprio sul filo, finché lo spigolo si corica di nuovo. Si continua più facilmente e si sosta su un comodo terrazzino sul filo dello spigolo, in vista della Forcella del Cusiglio. 50 m; 3°; 1C, 2CF.
6)
•  Sempre lungo lo spigolo, qui facile ma divertente, mirando ad un grosso spuntone sotto la parte ripida del profilo. Con bei passaggi ed infine lungo un canalino si raggiunge un comodo terrazzino sotto la parte più ripida dello spigolo; si attrezza la sosta su spuntoni. 45 m; 2°, pp. 3°.
7)
•  Per ottima roccia si sale direttamente in verticale con arrampicata divertente. Si affronta una fessura-diedro quasi verticale ma ottimamente appigliata, sopra la quale si prosegue assecondando un po' verso dx il terreno più facile fino ad uno spiazzo dove si sosta su spuntoni a dx dello spigolo (om..). 35 m; 3°+, 3°.
8)
•  Si continua per il seguente canale, che dopo una ventina di metri presenta una strettoia più ripida. Superatala si prosegue per terreno facile facendo attenzione a non smuovere sassi. Si supera verso sx il profilo dello spigolo e per facili rocce si raggiunge la cima. 60 m; 2°, p. 3°.

Discesa:
La discesa non è lunga ma è laboriosa e su terreno che a tratti richiede attenzione. Sono comunque sempre presenti ometti e tracce visibili.
Si segue per ca. 30 m la cresta in direzione SE (verso la Pala di San Martino) finché verso dx (S, in direzione del Figlio del Cusiglio) si può scendere un diedrino alto 3 m ma ripido (p. 2°+) raggiungendo una conchetta detritica. Dopo alcuni metri di discesa si imbocca a sx una cengetta che si segue per una decina di metri finché è possibile scendere ripide roccette in diagonale a dx (faccia a valle) che in breve depositano nel canalone fra Cuglio e Figlio del Cusiglio, ca. 30 m sotto la forcella con grossi massi che li divide.
Passando sull'altro lato del canale, si sta sotto la parete gialla e strapiombante del Figlio, uscendo dal canalone sulla dx per raggiungere una spalla (om. ben visibili e traccia marcata) a S della cima del Figlio.
Oltre questa spalla conviene effettuare una CD da 25-30 m per superare un tratto di ripide roccette con erba, sotto le quali si raggiunge una comoda sella che separa degli ameni prati a SO da un canale franoso a NE.
Si scende il canale non difficile, tranne in caso di neve, ma con alcuni brevi tratti di rocce coperte da ghaino (pp. 1°, ev. CD poco sotto la forcella), stando sotto la strapiombante parete S del Cusiglio, fino a sboccare sull'ampio canalone che scende dalla Forcella del Cusiglio verso la Val di Roda.
Si risale per erba ripida e ghiaie verso sx fino alla Forcella del Cusiglio, m 2350. Ore 1 dalla cima.
Dalla forcella si scende l'ampio vallone verso N, ripassando nei pressi dell'attacco e quindi ritornando a San Martino. Ore 1,30 dalla forcella.

 

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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