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SASS MAOR
Via Castiglioni (Spigolo Sudest)

relazione: Saverio D'Eredità e Carlo Piovan, salita del 14/7/2013

Primi salitori: E. Castiglioni e B. Detassis, 26 luglio 1934
Sviluppo: 800 m
Difficoltà complessiva: TD-
Difficoltà massima: 5°+
Tempo previsto: 8 ore
Roccia: buona, a tratti ottima
Materiale: dadi, friend (ampia scelta), qualche chiodo (non tutte le soste attrezzate)

 

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SASS MAOR, m 2814

Via Castiglioni (Spigolo Sudest)

Itinerario alpinistico completo e di soddisfazione, su di una montagna grande ed impegnativa come il Sass Maor.
Pur non presentando difficoltà tecniche particolarmente elevate, la via necessita di una buona preparazione alpinistica, sia per la lunghezza che per il tipo di ambiente in cui si svolge, con pochissimi segni di passaggio e su una parete vasta in cui può essere facile in caso di scarsa visibilità perdere i pochi punti di riferimento. La linea di salita infatti si discosta molto dallo spigolo che da solo una direttrice generale, svolgendosi prevalentemente in camini, fessure e diedri.
L'impegno complessivo - considerando avvicinamento, arrampicata e discesa - è dunque piuttosto alto e richiede perciò un buon allenamento ed attitudine alle salite d'ambiente. In compenso la via ripaga per la buona, a tratti ottima qualità della roccia e l'eleganza dell'arrampicata sempre continua e a tratti sostenuta.

Accesso:
Dal Rifugio del Velo seguire il sentiero n. 747 fino sulla cresta della Cima della Stanga. Scendere nel versante opposto per tracce di sentiero fino al bivio con il Sentiero del Cacciatore che si segue fino allo sbocco della profonda ed orrida gola che scende tra la Cima della Stanga e il Sass Maor. Abbondando il sentiero si sale per il canalone (possibile nevaio). Da qui è visibile lo spigolo in tutta la sua interezza. La via comincia più in alto, sopra un prominente sperone macchiato di erbe cui si perviene seguendo il canalone per ca. 80 m fin quando, ormai in vista dei giganteschi massi che ostruiscono il ramo dx del canale, lo si abbandona per salire sullo sperone. Per ripide roccette erbose ci si porta su un pulpito sotto le rocce dello spigolo. L'attacco è segnalato da 1C con cordone. La fessura che dà la direttrice del tiro si innalza irregolare sulla dx. Si tratta dell'attacco ormai in uso quello originale si trova più a sx, nel canalone.  

Salita:
1)
•  Si attacca la parete subito con un duro innalzamento (5°+) quindi ci si sposta a dx seguendo l'andamento irregolare della fessura con difficoltà costanti (5°, 3C) Una liscia strozzatura è il passaggio più difficile del tiro (5°+) oltre il quale le difficoltà calano consentendo un'arrampicata più sciolta fino alla comoda sosta fuori dal camino. 50 m; 5°, pp. 5°+; 3C, 3CF.
2)
•  Rimontare la banca erbosa facilmente sostando sotto una parete verticale e su una piazzola costituita da un gigantesco masso incastrato che funge da ponte tra la parete del Sass Maor e l'avancorpo su cui siamo saliti. 50 m; 1°, 2°; 1CLF.
3)
•  Direttamente per la bella parete verticale (4°) uscendo a sx per corta fessura ad una zona di rocce facili che si seguono fin sotto un alto muro verticale dove si sosta su clessidra. 40 m; 4°, poi 2°; 1CLF.
4)
•  Seguire verso sx una rampa-canale di roccette mista ad erba sostando su clessidra alla base di una fessura verticale, sul bordo dello spigolo. 30 m, 2°.
5)
•  In verticale sopra la sosta su ottima roccia (4°+, 1C), proseguendo poi per l'evidente fessura con bella arrampicata (4°+ sostenuto, 1C in alto) al termine della quale si traversa pochi metri a sx in direzione di una nicchia sul filo dello spigolo dove si sosta su clessidre. 18 m; 4°+; 2C, 2CLF.
6)
•  Uscire dalla nicchia con un primo difficile innalzamento (5°, cordini su clessidre) portandosi sotto uno strapiombetto. Spostarsi alcuni metri a sx per guadagnare una successiva, più ampia nicchia dalla quale si esce a dx con un movimento delicato ma su ottime prese (1C poco affidabile, 5°+). Con arrampicata entusiasmante ed esposta si scala la parete soprastante (5°, 1C, clessidre) fino a dove la verticalità si attenua e si può comodamente sostare su una cengia (clessidre). 45 m; 5°, 5°+; 2C, clessidre, 2CLF.
7)
•  Puntare ad un camino che si apre una ventina di metri più in alto e salirlo (4°) uscendo su una zona di rocce più facili che si risalgono sostando su spuntoni o clessidre. 55 m, 3°, 4°.
8)
•  Ancora con lo stesso andamento si rimonta l'avancorpo dello spigolo ora appoggiato giungendo ai margini di una banconata erbosa-ghiaiosa che si risale mirando ad un profondo, lungo camino verticale che si apre circa 25 metri a sinistra e più in basso di un piccolo intaglio visibile sul filo dello spigolo a dx. 60 m, 3°, 2°.
NB: nel corso della nostra ripetizione, per un errore di interpretazione dalla sosta 6 siamo andati a dx seguendo dapprima un facile caminetto e traversando verso lo spigolo con due tiri in obliquo ascendente sotto una fascia di tetti (4°, 4°+), rientrando poi con un passaggio difficile in strapiombo (6°) sulla corretta direttrice della via, poco sotto l'intaglio visibile dal tiro 8. Variante sconsigliabile.
9) •  Salire tutto il camino progressivamente più verticale e difficile, incontrando un passaggio impegnativo a metà (5°, 1C) oltre il quale il camino si stringe a fessura. Si scalano le belle rocce articolate sulla dx con difficoltà leggermente inferiori e sostando su clessidre dove la parete si appoggia. 50 m; 4°+, 5°; 1C, 1CLF.
10)
•  Facili rocce conducono alla base di un caratteristico camino che all'inizio presenta una profonda nicchia a campana. 30 m, 3°.
11)
•  Non si entra subito nel camino ma, uscendo in parete a dx, si risale la placca articolata ritornando a sx in direzione del camino in corrispondenza di un piccolo strapiombo giallastro che si supera (5°-) entrando infine nel camino. Salirlo interamente (1C rosso a metà) spostandosi sul lato sx quando ridiviene verticale sostando su clessidre in vista di un diedro giallo. 50 m; 4°+, 5°, 1C, 1CLF.
12)
•  Continuare nella diramazione del camino raggiungendo una cengetta alla base del diedro giallo. Non entrare da subito nel diedro, ma seguire l'andamento di un camino sulla dx portandosi progressivamente verso il diedro, di cui si sale il lato destro, su ottima roccia grigia (4°+, p. 5°) sostando poco sotto la fine del diedro, in prossimità della spalla dello spigolo, in una piccola nicchia con clessidre. 50 m; 4°+, pp. 5°.
13)
•  Salire sulla spalla e traversare pochi metri ad imboccare una fessura giallastra di roccia non molto solida (p. 4°+) rimontata la quale il terreno si appoggia un po' in una specie di conca. Salire in verticale su roccia ricca di clessidre sostando su una grande clessidra con cordone alla base di una parete gialla. Sulla dx si apre il camino di uscita. 40 m; 4°+ poi 4°, 3°; 1CLF.
14)
•  Per rocce articolate portarsi sotto il camino difeso da una fascia strapiombante che si aggira sulla dx per riportarsi poi dentro il camino al di sopra degli strapiombi per una esposta cornice (4°+; possibile sosta nella grotta per spezzare il tiro, attenzione agli attriti!). Scalare interamente il camino verticale ma con buoni appigli (5°) finché la verticalità progressivamente si abbatte. Sosta a piacimento su spuntoni o clessidre. 50 m; 4°, 5°.

Per la cima si sale liberamente seguendo i passaggi più opportuni lungo la testa sommitale del monte, qui più appoggiato (2°) raggiungendo la cresta che si segue in direzione N fino alla cima con madonnina e libro di vetta.

Discesa:
Si scende in direzione NE per roccette ripide ma non difficili ad una vicina forcelletta da dove scendendo a sx alcuni metri e ritornando a dx si raggiunge la prima calata.
Con due CD (20 m+27m), di cui la seconda a fianco del camino che è il tiro chiave della Via Normale (vedi Dolomiti Occidentali 1, Itin. 035), si raggiunge un'ampia banca detritica. La si asseconda verso E (tracce, ometti, qualche bollo sbiadito) per ca. 100 m di dislivello (1°, 2°; ev. anelli per calata ogni 25 m ca.) fino al ripido salto sopra la forcella fra Sass Maor e Cima della Madonna.
Conviene effettuare due doppie (25+25 m), attraversando poi un canale sulla dx fino ad un dorsale rocciosa che si scende per una ventina di metri (1°, 2°) fino a dove con altre due CD (25+25 m) si arriva poco sotto la stretta forcella.
Si scende verso SE (tracce e ometti) per il facile canale con tratti friabili fin sopra un grosso masso che lo ostruisce. Qui si può scendere in arrampicata (2°+) traversando a sx oppure effettuare una breve CD (15 m) fin sotto il masso.
Qui, seguendo tracce e ometti, si è su una dorsale che separa due canaloni. Non seguire quello di sx (Boral dei Pissotti) ma scendere per quello di dx (S). Si perde quota per facili roccette coperte di detriti stando a sx del fondo del canale che si raggiunge più in basso.
Si percorre una crestina rocciosa, all'inizio un po' esposta, che separa altri due canaloni. Si scende in quello di sx (segni rossi) fin sopra dei grossi massi. Qui conviene effettuare una doppia da CL con cordini sotto un grosso masso (25 m) per scendere i grossi massi (in arrampicata p. 3°) fino ad uno spiazzo detritico.
Si segue la traccia di sentiero che porta sul limite dx dello spiazzo dove si rinviene un AF. Con un'ultima doppia da 25 m lungo la parete sottostante a fianco di un camino fino alle facili rocce basali.
Le si scendono ed in breve si è sul sentiero segnalato che verso dx, passando nei pressi dell'attacco, riporta al vicino rifugio. 10 min. dalla fine della discesa. In totale ore 2 - 2,30 dalla cima al rifugio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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