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IVgrado - FRIULI ORIENTALE

MONTE AMARIANA
Via della Benemerita (Versante Sud)

relazione: Emiliano Zorzi

introduzione presente nella guida

Come le vie "gemelle" sul settore di sinistra del Monte Amariana (Apuanica e Aracnofobia, Itin. 071), anche questa via si caratterizza per la scalata in placca levigata, e nel complesso è più valida delle due vie citate. Non si tratta di una via dai particolari pregi, in quanto la roccia si presenta in alcuni tratti estremamente compatta, in altri a scaglie sfaldate da usare con molta attenzione ed in altri ancora ricoperta d'erba e detriti. Inoltre, non conduce su nessuna vetta, essendo tracciata su una placconata che si apre fra la vegetazione dello zoccolo del monte. Pur tuttavia può essere interessante come percorso effettuabile anche in inverno, data la bassa quota e l'esposizione a sud. Anche se si tratta di una via a spit di difficoltà piuttosto bassa, la distanza fra le protezioni impossibili da integrare, il tipo di arrampicata, che richiede una certa attitudine all'aderenza di piedi, ed il carattere del terreno delicato, la rendono sconsigliata a principianti o a chi è abituato ad arrampicare esclusivamente in falesia.

racconto della salita e impressioni

Dopo la visita alle vicine vie di sinistra, per visionare l'altro percorso presente sulle solari placconate del monte ben in vista sopra il paese di Amaro, ho dovuto ingannare un altro compare rispetto ai due della precdente visita che, vista l'arrampicata "non esaltante" su Apuanica, si sono categoricamente rifiutati di seguirmi o meglio "precedermi" (dato che non mi ero neanche preso la briga di salire da primo) sulla via gemella.
Mi presento perciò con Dimitri, risalendo in macchina l'ormai familiare stradina che serpeggia da Amaro.
Parcheggio e via: percorrere i pochi minuti verso l'attacco e ritrovarlo già ci fa capire che la musica segue lo stesso spartito delle altre. Tracce di passaggio nulle e vegetazione ispida. Guardiamo con rispetto e timore i pochi spit della vicina Via dei Piemontesi (che richiede certo un bel fegato per essere scalata data la distanza siderale fra le protezioni vetuste) e dopo un po' di vagare qua e là scorgiamo, molto più a sinistra e in alto dfi quello che supponevamo, il primo spit della via.
Su per le appoggiate ma lisce onde della parete, facili ma dall'aderenza poco pronunciata. La pietra è così liscia che ci vuole una bella sensibilità a fidarsi dei soli piedi per raggiungere gli spit che paiono (e sono) sempre lontanissimi per chi non è a suo agio sulle placce. Di mettere qualcos'altro non se ne parla neanche.
Lungo i tiri più atletici sul margine della lastra-placca passa avanti il Dimitri.
Notiamo con piacere che l'A0 segnalato in traverso è effettivamente un A0 senza problemi. Spit vicinissimi permettono di traversare una placca senza i quali non si farebbe un centimetro.
Sorpresa finale: manca lo spit dell'ultima sosta o meglio c'è ma divelto. I santi chiodi, portati non si sa per quale strano motivo, ci salvano.
Discesa un po' laboriosa lungo la via: la giuda in nostro possesso dice di scendere direttamente per i Piemontesi, ma la vista degli spit antichi - uno solo per sosta - ci fa preferire alcune doppie in diagonale e un po' "pendolate" piuttosto che affidarsi alla ruggine.
Dall'auto, via per un polletto a Resiutta per dimenticare.

 

RELAZIONE COMPLETA NELLA GUIDA
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